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IL MISTERO DEI MORTI CINESI?
ECCO Pubblichiamo la lettera di
risposta, inviata a “ La lettera risponde
esaurientemente, con tanto di dati pervenuti dai comuni di riferimento, alla
problematica relativa all’esiguo numero di decessi di cittadini cinesi in
Italia. "Gentile redazione de siamo un gruppo di ragazzi
cinesi di seconda generazione, nati o cresciuti in Italia, che ha trovato
espressione in un progetto chiamato AssoCina. Ciò che ci unisce è un sentimento
comune di appartenenza tanto all'Italia quanto alla Cina, lo stesso che ci ha
fatto sentire offesi e delusi nel leggere l'articolo comparso sulla sezione
romana del vostro giornale il 22 Febbraio riguardo alla nostra comunità.
L’articolo in questione tratta l'argomento della morte di un essere umano in un
modo veramente irrispettoso nei nostri confronti. L'ipotesi condivisa da
Federica Angeli, autrice dell’articolo, sul fatto che i cinesi improvvisino
camere ardenti clandestine per cremare le salme e riciclarne i documenti è
quanto di più fantasioso e denigratorio mai rivolto ad esseri umani che, anche
se stranieri, secondo la costituzione italiana, dovrebbero avere pari dignità
sociale. Ed è questo ciò che chiediamo.
Oltre alla vecchiaia, come per
tutti gli esseri viventi, si muore anche a causa di incidente o malattia. In
questo caso, dove per ovvie ragioni non è stato possibile il rimpatrio
preventivo, le ancora poche persone decedute prendono dimora nei cimiteri
italiani. Ricordiamo inoltre, che non ci sono cimiteri solo a Roma: una
esemplificazione è rappresentata dai cimiteri di Prato, città con la
percentuale più alta di cinesi per abitante. Qui vi sono alcuni nostri
connazionali che cercano di prendersi il meritato riposo, in pace, sperando che
nessuno si lamenti di questa “invasione”, seppur ancora irrilevante.
Recentemente, un dossier del Tg2 ha svelato tombe di cinesi anche a Barge. Quanto all’immortalità,
possiamo solo rispondere, con un filo di sorriso sulle labbra, che siamo sì
fieri della medicina tradizionale cinese, la quale ha rimedi per le malattie
più disparate, ma purtroppo non contempla ancora l'opportunità di fabbricare
l'elisir di lunga vita. Se mai un giorno la giornalista, in uno dei suoi tanti
reportage ed indagini approfondite, venisse a conoscenza dell'infuso magico, ce
lo comunichi in primis, cosicché il mito del cinese immortale diventi una
bellissima realtà. Tutto ciò che abbiamo
riportato fin qui, scritto con remore e rispetto, è la realtà più logica e
umana, e non deve essere infangata da illazioni fantasiose di chi ha la
responsabilità di fare informazione: non su questi argomenti! Il vostro
articolo non sostiene una verità oggettiva, ma una chiara offesa che può
costituire pretesto per ideologie discriminatorie e razziste. In un momento di
così difficile convivenza tra culture diverse, ciò fomenta solo odio da ambedue
le parti. AssoCina - Associazione Cinesi
di Seconda Generazione. www.associna.com
Ps. Zhejiang si scrive con la
“i”, ed è una regione cinesi che negli ultimi anni si è sviluppata in modo esponenziale.
Invitiamo la giornalista , qualora non lo avesse già fatto, a intraprendere un
viaggio nel nostro luogo d’origine, così che si possa informare meglio." Ringraziamo l’associazione per
averci dato il permesso di pubblicare l’articolo in questione che è
consultabile sul sito dell’ass. AssoCina Qui
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