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La ragazza dello Sputnik
Sumire è una ragazza impulsiva, disordinata, generosa, con il mito di Kerouac e della scrittura. Myu è una donna matura, sposata, molto ricca e molto bella. Sumire ama Myu come non ha mai amato nessun ragazzo. E Myu parrebbe provare lo stesso sentimento, ma uno schermo invisibile sembra separarla dal sesso, e forse dal mondo. Riusciranno a incontrarsi o si perderanno senza lasciare traccia come lo Sputnik, condannato a vagare nello spazio per sempre? A raccontarci la storia è una giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare, innamorato di Sumire innamorata di Myu. E così i destini dei nostri tre protagonisti s'inseguono ma non si congiungono mai, simili a satelliti alla deriva per l'eternità.
Murakami Haruki, La ragazza dello Sputnik, Einaudi, 2003

China Candid


Per la prima volta i cinesi raccontano i cinesi
“Pensavamo che la migliore macchina del mondo fosse la Toyota Corona. Non avevo abbastanza soldi, dunque ho preso una Fiat costruita in partnership. Era di un colore grigio-melma, con il motore dietro. Era piccola e stretta, e se ci si saliva in quattro la portiera non si chiudeva. Avrei potuto considerarla solo un secchio di merda, ma gli altri mi trattavano diversamente. Ero il primo del quartiere a possedere una macchina…” (usa il corsivo)
Questo è solo uno dei racconti in cui i cinesi mostrano il proprio volto, uscendo dall’anonimato della Massa. L’autore ha viaggiato in ogni tipo di condizione, nell’arco di quattro anni,  per raggiungere e comunicare con diversi strati della popolazione: questo libro contiene anche storie di uomini e donne delle minoranze etniche e religiose, arrivando fin nel lontano Yunnan.
Quindi si tratta non solo di un’opera sincera sulla Cina e sui cinesi, come non la si era mai vista, ma anche di un documento importante, per non dimenticare. Sgradito al Partito, è destinato a non essere pubblicato nella Repubblica Popolare. A cura di Isabella Garofali

Edizioni Einaudi, Stile libero
Al costo di euro 15,80

I movimenti politici della Cina
Quali sono stati i fattori della rinascita cinese? E, in particolare, quali forze hanno contribuito a trasformare , di là dal disfacimento delle istituzioni politiche e sociali tradizionali, il volto della Cina? Il presente volume cerca di dare una risposta a tali interrogativi, delineando la storia dei singoli partiti cinesi nel quadro di una raltà sociale in movimento e ricca di fermenti innovatori. Quasi ottant'anni di storia cinese sono presentati sotto questa angolazione. Delle tre parti in cui è diviso il volume, la prima è dedicata al Kuo-min-tang, la seconda -- che è anche, ovviamente, la più ampia -- è dedicata al Partito comunista, la terza infine considera brevemente il ruolo dei partiti minori.
Mario Sabattini, I partiti minori della Cina, Ubaldi Editore, 1972

Chi ha paura della Cina
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 Shanghai Baby
Da Shanghai, città multiraziale percorsa da nuovi fermenti, simbolo della Cina che cambia, arriva questo libro straordinario che si è affermato come un caso letterario clamoroso. Ha entusiasmato migliaia di giovani cinesi che vi sono riconosciuti e lo hanno letto in massa. Coco è una venticinquenne ambiziosa e inquieta, ex giornalista e scrittrice, cameriera in bar di Shanghai, che ama un ragazzo alto e bello, ma impotente e eroinomane. Un giorno conosce un uomo d'affari tedesco, sposato, e non esita ad intrecciare con lui ua rovente storia di sesso. Prigioniera di un giuoco distruttivo, Coco rischia di andare alla deriva, ma trova nella vita la forza per riprendersi e affermarsi come scrittrice.
Una storia estrema ed emozionante che dà voce a un'intera generazione di giovani cinesi di oggi.
Zhou Weihui, Shanghai baby, Bur, 2004

Il paese delle donne
Questo libro, nato dalla collaborazione della protagonista, Yang Erche Namu, con Christine Mathieu, è un racconto biografico ambientato in una Cina ai confini del mondo: quella che si estende tra Sichuan e Tibet, lungo le sponde del Lago Lugu. La mia curiosità verso questo scritto è nata dal fatto che generalmente i cinesi Han giudicano l’etnia Moso secondo le loro libere abitudini sessuali, in cui un uomo può avere quante donne desidera, con osservazioni un po’ morbose e maschiliste, da quanto ho potuto personalmente constatare. In realtà dalla lettura del libro si deduce che le cose non stanno proprio così: ogni uomo è libero di avere molte donne, in genere storie brevi,ma la stesa cosa vale per le donne. La loro società non è propriamente matriarcale, ma matrilineare in quanto i beni vengono ereditati tra le donne ed una di loro governa economicamente la casa: è la figura della Dabu, una donna forte che è in grado di tenere ben salde le redini della famiglia. Gli uomini ,invece, vivono essenzialmente fuori della casa o presso le amanti o impegnati nel commercio e pastorizia. Le considerazioni finali riflettono le problematiche di una realtà in evoluzione, in cui le tradizioni millenarie vengono distrutte dalle necessità del mondo moderno. Sempre più giovani spinti dalla povertà lasciano le sponde del Lago Lugu, assimilando la cultura cinese e dimenticando le proprie usanze. Iniziamo ad affezionarci, durante la lettura di questo libro, alla calda atmosfera familiare fatta di semplicità, ai colori delle fusciacche delle donne e al sapore per lo più sconosciuto del tè al burro. A cura di Isabella Garofali



“L’abito di piume”

“Non c’è miglior cosa che seguire il corso naturale degli eventi, esattamente come fa la corrente del fiume…”

Con queste parole il padre della protagonista si rivolge alla propria figlia rivelando il senso dell’intero romanzo. Infatti l’elemento dominante è l’acqua: solo lei può adattarsi alle avversità della vita, ma è anche simbolo di una visione taoista del mondo. Il contrasto tra natura e città spiega un mondo attuale non più in grado di soddisfare i bisogni dell’animo, lo corrode e lentamente lo divora, allontanandolo dalla realtà del corso degli eventi e dal vero senso della vita. La protagonista abbandona Tōkyō dopo una delusione amorosa facendo ritorno al suo paese natio: un villaggio diviso da un fiume, che è anche il leitmotiv di tutto il romanzo.

Il titolo originale del romanzo Hagoromo, ハゴロモ (letteralmente abito di piume) indica un particolare tipo di kimono leggerissimocce le tenno, donne-angelo, indossano per volare fra il mondo terreno e l’aldilà. La protagonista si vestirà simbolicamente di questo abito per scoprire la verità della vita e cosa colleghi i due mondi. Questo libro è una favola, capace di donare al lettore serenità e fiducia nel futuro, anche grazie al un linguaggio semplice e spontaneo che caratterizza la Yoshimoto. a cura di Isabella Garofali
Marketing Mission
Uno de libri che varrebbe la pena studiare a fondo è stato scritto daun autentico genio italiano del Rinascimento, Alessandro Valignano, ambasciatore plenipotenziario dei gesuiti in Estremo Oriente a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Da Macao, e poi dal Giappone, questo uomo coltissimo e concreto studiò, suggerì e mise in atto con il suo "team" - del quale faceva parte Matteo Ricci, tutt'ora ricordato dai leader cinesi per la sua straordinaria cultura e l'acuto intelletto - una strategia di penetrazione religiosa in  Giappone e Cina di sorprendente intelligenza e raffinatezza, che ha anticipato di secoli qunato la Chiesa avrebbe poi compreso e attuato nel XX secolo. Una strategia marketing che funzionerebbe benissimo ancora oggi per conquistare nuovi mercati per prodotti tecnologici o commerciali e non solo per il "prodotto fede" che Valignano doveva diffondere.
Vittorio Volpi, Marketing Mission, Libri Scheiwiller, 2005

Nel cuore del Borneo
Insieme all'amico e poeta James Fenton, Redmond O'Hanlon, naturalista e professore a Oxford, si inoltra nel Borneo con il proposito di risalire il fiume Baleh fino alle sorgenti nel massiccio del Tiban, sulle tracce dell'ormai rarissimo rinoceronte. Dopo due mesi di avventure nella foresta vergine, O'Hanlon torna a casa per scrivere quello che l'"Evening Standard" di Londra ha definito "il più divertente libro di viaggi da molti anni a questa parte". Comoco e acuto, dotto e accattivante, il racconto si inserisce nella migliore tradizione dei grandi classici di viaggio.
Redmond O'Hanlon, Nel cuore del Borneo, Feltrinelli, 1997


Tibet ignoto
Testimonianza appassionata della realtà storica, religiosa, artistica e folcloristica della terra del Manasarovar e del Kailasa, meta di asceti e sadlhu, queste pagine sono il diario di viaggio della famosa spedizione compiuta nel 1935 da Giuseppe Tucci: un viaggio che non fu solo ricerca di civiltà scomparse, tramite la ricostruzione di antiche vicende e il ritrovamento di importanti documenti, ma anche iniziazione alle mistiche liturgie orientali, rivelazione, tra le solitarie contrade del Tibet, dei tesori del nostro profondo.


Pelle di Leopardo
Quando, nel 1972, Tiziano Terzani arrivò in Vietnam, era - come scrive lui stesso - un giovane corrispondente ottimista, sorridente e speranzoso. Consegnò la propria esperienza di testimone della guerra al diario che l'anno dopo apparve col titolo di Pelle di leopardo. Si ritrovò di nuovo in Vietnam nel 1975 e fu uno dei pochissimi giornalisti occidentali testimoni della liberazione di Saigon. Giai Phong!, pubblicato nel 1976, ricostruisce i retroscena diplomatici e di guerra di quei mesi febbrili. Riproposti insieme dopo oltre venticinque anni, i due libri, scritti letteralmente tra due fuochi, descrivono non solo le battaglie e gli orizzonti della guerra, ma anche la sofferenza delle opolazioni civili, il cambiamento materiale e morale dopo la fine degli scontri, tra fabbriche e chiese, rancori e perdoni.
Tiziano Terzani, Pelle di Leopardo, Edizioni Tea, 1996


Antiche Fiabe Cinesi
Nonostante l'aperto disprezzo della cultura ufficiale e accademica, la letteratura "minore" è stata per due millenni ed ancora l'unica espressione culturale possibile per la stragrande maggioranza del popolo cinese, per il quale la lingua scritta, con i suoi complicati e numerosissimi ideogrammi, è a tutt'oggi inavvicinabile. Costituita da fiabe e racconti di magia, poesie e canzoni, aneddoti e proverbi, leggende e storie in cui avvenimenti realmente accaduti o situazioni di vita quotidiana si fondono con l'elemento fantastico, tale letteratura orale nasce spontanea "nel popolo" per mano di anonimi autori e vive, sempre rinnovandosi e arricchendosi, attraverso la bocca dei narratori.
Questo sterminato e affascinante patrimonio letterario è ancor oggi praticamente sconosciuto al di fuori della Cina: Antiche Fiabe Cinesi raccoglie quattordici di questi piccoli capolavori di eccezionale vitalità, che hanno resistito nel tempo a tutte le intemperie e le disgrazie che insidiano la vita delle opere dell'arte

Edi Bozza (a cura di), Antiche Fiabe Cinesi, Mondadori, 1993


L'Adorato Kim Chong-il
Scritti di Rosella Ideo e Maurizio Riotto
Traduzione dal coreano di Andrea De Benedittis


Una finestra sul Paese più isolato del mondo attraverso la biografia ufficiale del suo leader.
“La breve biografia del compagno Kim Chong-il” rappresenta uno degli strumenti impiegati dagli uomini di potere nordcoreani per inculcare nelle masse, e soprattutto nei giovani, l’ideologia e i principi dogmatici del regime della Corea del Nord, ultimo bastione della guerra fredda.

Più che una mera biografia di un leader politico, il libro si presenta come una sorta di agiografia, scritto in uno stile retorico e mai casuale, ma abbastanza semplice e immediato da essere compreso, se non adirittura mandato a memoria, senza alcuna difficoltà.

I numerosi anneddoti raccontati, simili a parabole, contribuiscono a creare l’immagine di un vero e proprio personaggio mitologico. Dotato fin dalla più tenera età di eccezionali qualità intellettive, Kim Chong-il viene presentato com l’unico vero fautore della riunificazione della stirpe coreana, come l’autentico beniamino non solo del popolo nordcoreano, ma anche degli “sfortunati” fratelli del Sud, rappresentati da autorità fantoccio manipolate dalle potenze straniere .
Un documento indispensabile per comprendere come si è strutturato il potere politico del Paese e per avvicinarsi alla realtà di un area del mondo dove convergono tensioni politiche internazionali, interessi strategici e problematiche di sussitenza.

http://www.obarrao.com


1421: la Cina scopre l'America
Cristoforo Colombo fu davvero il primo a scoprire l'America nel 1492? E Magellano compì davvero la prima circumnavigazione terrestre nella sua spedizione del 1521? Oggi si fa strada una nuova ipotesi, basata sul ritrovamento di antiche carte nautiche, sull'analisi al computer di dati astronomici, sulla scoperta di relitti di navi nel Mar dei Caraibi. Secondo Gavin Menzies, fu una spedizione cinese a raggiungere per la prima volta le coste americane e a compiere il primo viaggio completo intorno al mondo.
Al comando del leggendario ammiraglio Zheng He, una flotta composta da più di 100 navi lasciò la Cina nel febbraio del 1421 per attraversare l'Oceano Indiano, doppiare il Capo di Buona Speranza ed esplorare le coste sudamericane e quelle australiane. A bordo c'erano sete, gioielli e concubine che l'imperatore celeste mandava in dono agli altri potenti della Terra.. Ma sopratutto c'era un gruppo di esperti cartografi che doveva disegnare una mappa dettagliata di questo incredibile viaggio, mappa che attraverso varie peripezie raggiunse il Portogallo nel 1428 e finì nelle mani dei maggiori navigatori europei. Un'ipotesi che potrebbe rivoluzionare la storia delle esplorazioni geografiche, ma anche un avvincente racconto di viaggio, d'avventura, di grandi ambizioni.

Gavin Menzies, 1421: la Cina scopre l'America, Carocci  2003

Mao: the unknown story, il libro che piace anche a Bush




Mao: the unknow story è la biografia del leader comunista cinese scritta da Jung Chang, autrice di Cigni selvatici: tre figlie della Cina bestseller che ha venduto 10 milioni di copie, e suo marito Jon Halliday, storico britannico.
Il libro è uscito anche negli Stati Uniti, dopo il successo avuto in Germania e Gran Bretagna, e ha raggiunto la Casa Bianca.
Ma perché mai Bush avrebbe dovuto leggersi la biografia di Mao, se le sue scelte si sono sempre rivolte ai libri che parlano della vita dei precedenti “locatari” della Casa Bianca?
Accantonata l’ipotesi che abbia deciso di leggerlo solo perché regalatogli da Laura Bush, sua moglie, ecco che Scott McClellan, segretario dell’ufficio stampa della Casa Bianca, svela il mistero: Bush utilizzerà le argomentazioni del libro per portare avanti la sua politica di diffusione della democrazia nel mondo. Infatti questa biografia, criticata da Nathan, esperto di politica cinese alla Columbia University di New York, perché basata su fonti poco attendibili e imprecise, svela come sotto la guida di Mao Zedong ci siano stati oltre 70 milioni di morti e come Stalin abbia favorito l’ascesa di quest’uomo senza scrupoli e pronto a tutto. Insomma Bush, sempre meno popolare negli Stati Uniti, spera che Mao renderà la sua politica più credibile.ASA

Le parole di Tianyi
Le parole di Tianyi è un romanzo che attraversa le turbolente vicende della Cina moderna. Filo conduttore è l'autobiografia che il pittore Tianyi ha consegnato ad un  amico, conosciuto a Parigi negli anni Cinquanta.
Dopo essersi formato negli anni Trenta e Quaranta, in un paese squassato dalle guerre civili e dalla resistenza contro l'invasione giapponese, Tianyi vince una borsa di studio che lo porta nella capitale francese. In patria non lascia solo la famiglia, ma anche la ragazza Yumei, di cui è innamorato, e l'amico Haolang.

Nel 1957, quando una lettera lo informa che dopo la rivoluzione Haolang è stato rinchiuso in un campo di rieducazione e che anche Yumei sta attraversando un periodo difficile, Tinayi decide di riotrnare nel suo paese. Sospeso tra Parigi e l'Oriente,  Le parole di Tianyi ha conquistato la critica e il pubblico, vincendo il Prix Femina. Racconta magistralmente, in un'ampia composizione romanzesca, il confronto tra due civiltà e una sofferta ricerca spirituale. Il protagonista affascina e conquista con la sua sensibilità d'artista e una viva intelligenza: ma è sopratutto una creatura di carne e di sangue, che vive e riesce a trasmettere amicizie, passioni ed esperienze - e l'ossessione per il corpi femminili - con vibrante intensità e placata serenità.

Francois Cheng, Le parole di Tianyi
(Garzanti), 2000


Fiabe dal Vietnam, dal Laos e dalla Cambogia
Questa raccolta è la prima pubblicazione italiana di fiabe di Vietnam, Laos e Cambogia, un'area che può vantare una ricchezza etnica e una varietà di culture e tradizioni come poche altre al mondo. Sono presentate in questo volume sia le fiabe Viet, Khmer e Lao, le
popolazioni maggioritarie nei tre paesi, sia quelle dei gruppi minoritari, che abitano le zone montuose e isolate e che mantengono costumi e tecniche materiali ancenstrali. Nel confronto fra le diverse tradizioni risaltano ancora di più l'originalità, la varietà di forme narrative e la fantasia dei motivi e degli intrecci di una produzione che è frutto della ricchezza del tessuto autoctono e delle molteplici influenze che hanno attraversato questa regione.

Elisabetta Galasso (a cura di), Fiabe dal Vietnam, dal Laos e dalla Cambogia (Mondadori, Milano), 1996.
       

Bangkok
Qualcuno ha definito la Thailandia il paese del sorriso e la sua capitale, Bangkok, la città dei mille volti. Ecco la cronaca di due turisti sprovveduti in giro per le vie e i canali della capitale del Siam alla ricerca di questi mille volti: lo splendore del Palazzo reale, lo squallore delle ragazzine prostitute di Patpong, gli odori del mercato galleggiante e gli aromi dell'erba thailandese. Da Bangkok fino a Ko Samet, passando per Ayutthaya e Phattaya, per scoprire che qualcuno di quei mille volti non sorride più.
Andrea Gris e Sergio Colabona, Bangkok (Fuori Thema, Bologna), 1996.