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News
Giappone, nostalgia del
passato
TOKYO: Il Giappone riscopre la sua storia e il suo amor patrio. Infatti il
comune di Kawachinagano, nella provincia sudorientale di Osaka, ha deciso che
nella sala assembleare del municipio venga collocata stabilmente la 'Hinomarù
(cerchio del sole), ovvero la bandiera nazionale. Dopo la seconda guerra
mondiale si era persa la consuetudine di esporre lo “stendardo” (simbolo del
Sol Levante) per rompere con il passato regime militarista che aveva attribuito
una certa sacralità alla bandiera.
Nel piccolo comune giapponese
la proposta di ritornare ad esporre la 'Hinomarù è partita da tre esponenti del
Partito liberaldemocratico di governo che ritengono che «Rispettare e amare la
bandiera nazionale ed esserne orgogliosi è un sentimento comune della
popolazione nipponica e conduce al rispetto per gli altri Paesi: noi volevamo
che questo diventasse cogente per legge». L’approvazione della norma è avvenuta
con 13 voti favorevoli e 6 contrari. Per l’applicazione sarà necessario
attendere marzo 2007.
Fonte Ansa
Cina, ancora polemiche sulla libertà di stampa
La Cina fatica a percorrere un
processo di democratizzazione serio. La denuncia parte dal Comitato per la
Protezione dei Giornalisti (Cpj), un' organizzazione che ha il suo quartier
generale negli Usa che denuncia come in Cina ci siano almeno trentuno
giornalisti in galera accusati ingiustamente o senza prove di “sovversione” o
di aver “rivelato segreti di Stato”. Il tentativo di limitare la libertà di stampa
non si frema alla carta stampata, ma include anche Internet. Diversi sono i
siti censurati ai quali è impossibile accedere dai server cinesi come BoxunNews
e Epoch Times. Famoso è anche il caso di Shi Tao, giornalista di un quotidiano
economico dell’Hunan (Cina centrale), “incastrato” dalla polizia cinese grazie
all’aiuto dell’ufficio di Yahoo ad HongKong e condannato a 10 anni di carcere
per aver diffuso segreti di stato. Stessa sorte è capitata a Ching Cheong,
corrispondente dello Strait Times di Singapore, che dovrà scontare una pena di
5 anni per il medesimo reato. E Zhao Yan, corrispondente del New York Time,
inquisito per truffa, dopo che le imputazioni più pesanti erano cadute.
Attualmente la Cina si piazza al terzo posto per numero di giornalisti
incarcerati dopo Cuba ed Eritrea.
Fonte Ansa
Usa, il Tibet rivendica i propri diritti
In un convegno organizzato
dalla Brooking Institution, che ha sede a Washington D.C., negli Usa, il Tibet
torna a rivendicare i propri diritti attraverso Lodi Gyari, l'inviato speciale
del Dalai Lama per le trattative con la Cina. “…alcune persone nel governo
cinese sembrano pensare che una volta morto il Dalai Lama il problema del Tibet
scomparirà..., ha denunciato Gyari. Secondo il portavoce tibetano il governo di
Pechino sottovaluta le conseguenze negative che la scomparsa del leader
spirituale potrebbe causare. Infatti la Cina si troverebbe a gestire il
problema senza il Dalai Lama che gode della fiducia di tutta la comunità e che
crede fermamente nella non violenza... In sua assenza, non sarà possibile che
l' intera popolazione non esprima la sua rabbia e il suo risentimento...
L’intervento pubblico di Gyari
è stato reso necessario per chiarire alcuni aspetti della questione tibetana,
dopo che alcuni giornali cinesi filo-governativi avevano pubblicato delle
notizie poco attendibili.
Ad ogni modo l’esponente
tibetano ribadisce quelle che sono le richieste e i punti da discutere nelle
trattative con il governo cinese, ovvero lo status del Tibet; la
necessità che tutti i tibetani vivano sotto un' unica amministrazione; e quella
di una autonomia amministrativa per il territorio.
Fonte Ansa
Il Giappone discute sull'eutanasia
TOKYO: L’eutanasia fa
discutere anche in Giappone. Sebbene nel Paese del Sol Levante non esistano
preclusioni di tipo religioso, l’applicazione della “morte indolore” sembra
essere osteggiata da concezioni tradizionalistiche. Le accese polemiche e le
infinite discussioni sul delicatissimo tema, hanno portato l’Associazione
nazionale per la cura delle sindromi acute a pronunciarsi favorevolmente alla
eutanasia passiva, ovvero a disattivare i macchinari che tengono in vita i
malati terminali (ovvero pazienti in stato di morte cerebrale o destinati con
tutta evidenza a morire nel giro di ore o di giorni nonostante qualsiasi cura),
previo loro consenso e quello almeno di due medici compreso quello curante. La
decisione è stata presa con tutte le cautele del caso, non essendo in vigore
una legge sulla “songeshi”, ovvero la morte causata dall’interruzione
delle apparecchiature che tengono in vita il paziente. Ad ogni modo era
necessario affrontare l'argomento. E il caso di una dottoressa, che aveva
“aiutato” a morire un uomo in coma profondo, ha sicuramente convinto
dell’Associazione a pronunciarsi, senza però riuscire a colmare quel vuoto
legislativo sulla "morte dignitosa”.
Fonte Ansa
Italia in Cina: dove e perchè investire
“Soddisfare i bisogni
dell’economia e dello sviluppo sociale e di aggiustamento del tessuto sociale”,
sono questi gli obiettivi che intende raggiungere la Cina attraverso gli
investimenti stranieri e l’acquisizione di tecnologia avanzata. Ma senza
esagerare e soprattutto senza esporsi troppo alle aggressioni straniere.
Così abbiamo settori industriali cosiddetti “incoraggiati”, che includono la
protezione ambientale, la promozione dell’export e del settore agricolo, il
miglioramento della qualità dei prodotti, quelli “limitati”, dove la Cina è
troppo debole per assenza di tecnologia e quindi in parte preclusi alla mire
straniere. Poi abbiamo i settori “proibiti”, tra i quali si annoverano la
salvaguardia ambientale, la sicurezza, la salute umana ecc.. Infine i
“permessi”, ovvero tutti i settori che non fanno parte dei gruppi menzionati
poc’anzi.
Nonostante in alcuni casi ci sia un forte protezionismo, la tipologia dei
settori “incoraggiati”, le cui regolamentazioni sono elencate nel “Regulations
on Foreign Investment Guidelines” (entrate in vigore dal 1 Aprile 2002),
soddisfano tutte le esigenze delle grandi multinazionali desiderose di
investire in Cina. Dopo la costituzione di una società la prassi da seguire per
ottenere lo status di “settore incoraggiato” consiste nel preparare una serie
di documenti come l’application form, lo studio di fattibilità, la copia della
business licence, oltre ad elenco dei macchinari importati. La domanda dovrà
essere presentata al MOC (Ministry of Commerce) e il tutto dovrebbe essere
approvato, in tempi accettabili, dal NDRC (National Develpment & Reform
Commission). Una volta ammessi nel limbo degli “incoraggiati” gli investitori
possono ottenere diversi sgravi fiscali ed esenzioni, sui profitti, sull’IVA
per l’importazioni di macchinari, e sul fatturato. Naturalmente soprattutto le
province della Cina sud-occidentale offrono le opportunità più ghiotte. Quindi
armiamoci di coraggio. Ormai a Shanghai, Pechino ed HongKong la
concorrenza, per noi italiani, è spietata. Fmango
Fonte: ChinaBriefing
La Corea già da tempo ha
deciso di investire nel campo del robotica spendendo quasi 8 miliardi di euro.
E ora sembra essere venuto il momento di raccogliere i frutti di questi anni di
continue sperimentazioni e ricerche. Così il Ministero delle Tecnologie, in via
sperimentale, ha messo a disposizione di alcune famiglie dei robot che funzionano
connettendosi ad un server nazionale con dispositivi wireless messo a
disposizione dalla Korea Telecom, società di telecomunicazioni nazionale.
Questi complessi dispositivi meccanici, che saranno in vendita a partire dal
2007 al prezzo di 1000 euro circa, possono essere programmati per fare
qualsiasi cosa dentro e fuori le mura domestiche. Possono intrattenere i
bambini, ordinare una pizza, assistere gli anziani.
Molto probabilmente una volta testata la loro affidabilità è intenzione del
governo utilizzarli negli aeroporti, nelle stazioni e negli uffici pubblici per
dare delle semplici informazioni, ma anche in quei luoghi dove sia necessaria
la sorveglianza. C’è poi chi pensa di creare un reparto dell’esercito
robotizzato che sia in grado di rimpiazzare l’ormai obsoleta fanteria.
Fantascienza o realtà? Aspettiamo ulteriori sviluppi. Asa
Fonte morse.it
Carrefour e l'insidioso consumatore cinese
a cura di Isabella Garofali
Carrefour ha trovato un enorme
successo in Cina, affermandosi con la presenza di ben 76 ipermercati. Inoltre
ha avuto ha avuto un aumento delle vendite del 25% (dato 2005), facendo della
Cina il mercato a più rapida espansione nel suo impero economico. Tuttavia
l’attrarre nuovi consumatori e mercati non è l’unica strategia di successo: ha
infatti deciso di chiudere l’ottavo supermercato della catena Champion (sempre
Carrefour) a Pechino. Si tratta ovviamente di un’uscita di scena strategica.
Champion è il volto internazionale di Carrefour. E’ presente in Europa, Brasile
ed Argentina. E’ caratterizzato dalla vendita di prodotti freschi e di elevata
qualità.Nel 2004 il marchio Champion fu scelto dalla stesse autorità centrali
cinesi per modernizzare la vendita al dettaglio e per preparare la città alle
Olimpiadi del 2008. Furono anche eseguite delle ricerche di mercato secondo le
quali un abitante di Pechino potrebbe spendere il 25% delle proprie entrate in
prodotti alimentari. Sempre secondo tale ricerca i cinesi sarebbero abituati a
servirsi presso piccoli venditori al dettaglio oppure mercati locali,
incappando in qualità non sicura, scarsa igiene ed anche un prezzo non
necessariamente conveniente. Champion, invece, doveva proporre un certo
standard qualitativo ad un prezzo competitivo. In realtà tale indagine si
rivelò completamente errata: Champion non riuscì ad attrarre abbastanza
clientela, sia perché gli abitanti di Pechino preferiscono avere una certa
familiarità con il punto vendita e sia perché i prezzi continuavano a
mantenersi abbastanza alti. Quindi Carrefour è uscita strategicamente
dalla Cina con il marchio Champion, vendendo le proprie quote al partner
locale, mantenendo però inalterata la sua immagine tradizionale, senza avere
ulteriori ripercussioni.
Fonte: China International
Business
Thailandia, orangutan maltrattati, rimpatriati in
Indonesia
BANGKOK: E’ stato necessario
l'intervento della polizia thailandese per liberare circa 50 orangutan “ospiti”
presso il Safari World di Bangkok e costretti ad inscenare incontri di
kick-boxing. I primati sono stati rimpatriati, con un mezzo dell’aereonautica
militare, in Indonesia, loro paese di origine, dove ad aspettarli c’era niente
di meno che Susilo Bambang Yudhoyono, moglie del presidente indonesiano. “È
stato un grande scandalo ed è costato molto tempo e denaro, quindi sono molto
felice di vederne la fine dopo più di tre anni”, commenta Edwin Wiek, della
Fondazione amici della natura della Thailandia.
Nel
Fonte Ansa Reuters
Koizumi e l'amore per l'Italia
Opere liriche, buon cibo e
belle ragazze. Sono queste le ragioni che avrebbero convintol’ex premier
giapponese, Junichiro Koizumi, a comprarsi casa in Italia. Secondo
indiscrezioni della rivista giapponese 'Primavera culturale' Koizumi ama il
Belpaese e, dopo aver lasciato la guida del Giappone al suo successore Shinzo
Abe, avrebbe delegato a sua sorella Nobuko il compito di cercare un
appartamento nella nostra penisola.
Il periodico nipponico mette in evidenza la passione sfrenata per il melodramma
italiano e per la pasta asciutta dell’ex capo del governo, oggi 64enne. E
sottolinea come sia “un gran conoscitore delle vivande e dei vini della
Penisola” così come dei capi di abbigliamento “made in Italy”. Anche le donne
italiane, sempre secondo “Primavera culturale”, sembrano essere uno dei
motivi che potrebbero convincere Koizumi, da tempo divorziato, a vivere in
Italia.Asa
Fonte Tgcom
Thailandia del sud, guerra e orrore
Ancora morti nel sud della Thailandia. La cronaca degli ultimi giorni è un
susseguirsi di morti ammazzati. A Pattani, una delle tre province a maggioranza
musulmana, un immigrato birmano, 36enne, è stato decapitato nella propria
abitazione davanti alla figlia adolescente. La sua testa, gettata sul ciglio di
una strada, è stata ritrovata dalle forze militari tailandesi, tra l’altro
rimaste coinvolte dalla deflagrazione di una bomba piazzata nelle vicinanze.
Secondo la polizia locale fonte poco attendibile, gli assassini dell’uomo, che
lavorava in un allevamento di gamberi, sarebbero dei presunti separatisti
islamici. A Narathiwat, sempre al sud e sempre a maggioranza musulmana, un uomo
50enne di fede buddista è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco. Il ferimento di
un poliziotto causato dallo scoppio di un ordigno si registra invece a Yala.
Il generale Sonthi
Boonyaratglin, autore del colpo di stato che il 19 settembre e primo musulmano
a dirigere le forze armate in Thailandia, si è dichiarato disponibile a
stabilire un dialogo con i ribelli musulmani per porre fine a questa escalation
di violenza che dura ormai da più di 6 anni. Ed è chiara l’inversione di
tendenza rispetto al precedente governo. fm
Fonte Ansa/AFP
Kuang Biao, vignettista cinese di un giornale di Guangzhou, rischia il suo
posto di lavoro. Almeno così sembrerebbe. Il simpatico cartonista alcuni giorni
fa ha deciso di dedicare una delle sue vignette proprio al presidente Hu
Jintao, ritraendolo in lacrime mentre scrive una lettera alla moglie di un
professore morto di cancro, che per amore del proprio lavoro aveva rifiutato
cure appropriate. La didascalia della vignetta recita: «Il presidente Hu non
sta solo scrivendo alla sorella, sta anche scrivendo a tutti i professori che
lavorano sodo nel Paese».
Nonostante Kuang non abbia
ridicolizzato né tantomeno offeso il leader cinese, è stato comunque sospeso
dal suo incarico per un mese. In realtà potrà continuare a disegnare sotto
pseudonimo. La decisione è stata presa dall’editore del giornale che in questo
modo avrebbe protetto il vignettista da pene più severe.
In effetti, Fang Cheng, ex
cartonista ora in pensione, sottolinea come il ricordo di Mao Tze Tung che
faceva uso delle vignette per umiliare i propri avversari o politici epurati
sia ancora vivo. “Per tanti anni la gente ha creduto che le vignette servissero
solo a ridicolizzare e criticare. Non sanno che il loro vero scopo è quello di
descrivere l'attualità obiettivamente” Asa
Problemi di democrazia in Cina
PECHINO: Gao Zisheng,
attivista cinese per i diritti umani, è stato arrestato. Il suo avvocato, Mo
Shaoping, afferma che l’incriminazione è avvenuta il 21 settembre di
quest'anno, ma solo ora il governo di Pechino ha reso ufficiale la sua
carcerazione. Gao non può ricevere nessuna visita, nemmeno quella del suo
legale. Questa scelta è stata fatta dall’ufficio di Pubblica sicurezza cinese
per tutelare improbabili “segreti di Stato”. Infatti il difensore ritiene che
la rigida misura adottata nei confronti del suo assistito sia eccessiva. I
reati di Gao, 42 anni, sarebbero legati a diversi scioperi della fame contro la
violazione dei diritti umani. In particolar modo si sarebbe battuto per la
liberazione di Chen Guangcheng, avvocato non vedente, condannato per aver
denunciato episodi di aborti e sterilizzazioni forzate. Inoltre avrebbe svolto
la funzione di rappresentante legale di esponenti della setta Falun Gong, di
fedeli di chiese clandestine e di contadini la cui terra è stata rubata da
funzionari corrotti. Asa
Asia-Pacifico, dove nascono gli ultra-ricchi
ASIA: L’habitat degli 'High net worth individuals' (hnwi), ovvero gli individui
con un patrimonio finanziario netto superiore al milione di dollari, è l’area
geografica asia-pacifico. Secondo lo studio 'asia-pacific wealth report',
presentato da Merrill Lynch e Capgemini, nel 2005 il 27,1% popolazione
mondiale dei “paperoni”, circa 2,4 milioni di persone, risiedeva nell’emisfero
orientale del globo. Dalla ricerca inoltre risulta che gli ultra-hnwi, e cioè
gli individui con un patrimonio finanziario netto superiore ai 30 milioni di
dollari, siano aumentati del 12,1% rispetto al 2004. La ricchezza totale degli
“uomini d’oro” asiatici, perlopiù residenti in Cina e Giappone, ammontava a
7.600 miliardi di dollari nel 2005, con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente.
Il pil reale e la capitalizzazione del mercato sono le cause che hanno
contribuito a creare queste sconcertanti ricchezze personali.
Fonte: Sole 24 ore
Cina, a Shanghai la prima Università del caffè
Shanghai: In concomitanza della visita di Prodi in Cina, la Illycaffè di
Trieste, azienda famosa in tutto il mondo, ha aperto a Shanghai la prima
Università del caffè, dopo quelle di Trieste e di Seoul. L’iniziativa nasce
grazie alla presenza della società triestina in Cina con una joint-venture,
italo cinese, la Illycaffè Shangai, creata la scorsa primavera.
Nel quartier generale della
nuova Istituto, “ospitato” in un prestigioso edificio a Pudong, uno dei
quartieri più famosi della città cinese, i corsi sono già partiti. Gli allievi
per ora sono i distributori cinesi dei prodotti Illy. Ma già si sta pensando di
estenderli a produttori, ristoratori e consumatori locali.
«L' iniziativa vuol essere una
valorizzazione di un 'Made in Italy' inteso non solo in chiave
economica - ha osservato il direttore della neoistituita area 'cultura del
caffè della Illy, Roberto
Morelli - ma anche e soprattutto culturale, in un paese come la Cina, da sempre
Paese del tè,
ma sempre più aperto a nuove esperienze».
Sono 15 i corsi in programma e
si stima che entro il 2007 verranno formati circa 1500 professionisti. Ma Illy
non si ferma qui. Previste l’apertura di Università del caffè anche negli Stati
Uniti e India. Fabio Mango
Fonte Ansa
Giappone, inaugurato sistema antisismico
In Giappone i terremoti saranno previsti in anticipo. L'Agenzia meteorologica
giapponese infatti, grazie ad un sofisticato sistema di allarme, potrà rilevare
le scosse di un sisma con anticipo tale da permettere di allertare il personale
di sicurezza in grado di bloccare i treni ad alta velocità e le centrali
nucleari. Per ora il prezioso dispositivo è in dotazione a circa 41 famiglie di
dipendenti di compagnie ferroviarie, di centrali elettriche e di imprese di
costruzioni ed è in grado di riconoscere i due tipi di onde emesse da un
terremoto: onde di compressione dette «P» (quelle che hanno un potere
distruttivo minimo) e le onde secondarie dette «S» (quelle che causano i danni
maggiori). Il preavviso che il sistema è in grado di garantire è di 20 secondi
e per Makoto Saito, responsabile dell'Agenzia meteorologica, è sicuramente
insufficiente per allertare la popolazione, ma molto utile per limitare i danni
alle infrastrutture ed impianti startegici. ASA
Fonte: Ansa/AFP
Cina, alla ricerca dell'oro nero
La Cina ha sete di petrolio. Dopo gli accordi siglati con Iran, Siria, Sudan,
le ex repubbliche dell’Unione Sovietica ecco spuntare il Venezuela che entro il
2010 diventerà uno dei principali fornitori di greggio dell’ex impero celeste.
L’accordo è stato raggiunto dopo l’incontro, avvenuto a Pechino, tra il Hugo
Chavez, presidente del paese latinoamericano, e Hu Jintao, leader della Cina.
Tra gli obiettivi si ipotizza la creazione di una società sino-venezuelana che
nascerà dalla cooperazione tra la compagnia petrolifera pubblica venezuelana
(Pdvsa) e la cinese Cnpc, prima produttrice asiatica di petrolio e gas. Gli
investimenti del “gigante orientale” nel settore petrolchimico e petrolifero,
sulla base degli accordi siglati, saranno di 2 miliardi di dollari e lo stesso
Chavez in un’intervista alla Vtv, televisione di stato del Venezuela, ha
assicurato che già entro il 2009 mezzo milione di barili al giorno verranno
esportati verso la Cina.Asa
Fonte: Ansa/AFP
I giapponesi protestano contro il governo
Apparecchiature vintage
vietate
I giapponesi sono scesi in
piazza. E' raro vederli così arrabbiati. Questa volta il governo deve averla
fatta proprio grossa. La colpa sarebbe di una legge approvata dall'esecutivo
che ha deciso di imporre restrizioni all’acquisto e alla vendita di dispositivi
elettronici che non abbiano una certificazione idonea. Questo ha scatenato le
proteste di centinaia di migliaia di estimatori di apparecchature vintage
(ovvero di seconda mano) ai quali con le nuove regole imporrebbe il divieto di compravendita.
I manifestanti, urlando slogan, hanno sfilato lungo le strade di Tokyio con
televisori, videoregistratori, tastiere. Ospite d’eccezione tra i dimostranti
Ryuichi Sakamoto, già già vincitore di un Oscar per la miglior colonna
sonora con il film "L'ultimo imperatore" dell'italiano Bertolucci.
Alla fine l’esecutivo giapponese, visto la portata della manifestazione ha
ceduto, ritirando il provvedimento che rimarrà valido solo per i dispositivi
elettronici nuovi di zecca. Asa
Nuove abitudini ad Hong Kong
ovvero come disfarsi degli
oggetti ingombranti e scomodi
In Italia si usa(va)
gettare dalla finestra gli oggetti o elementi d’arredo vecchi durante il
Capodanno.
A New York si può trovare fastidiosa l’acqua che sgocciola dai condizionatori
dei palazzi sui passanti in strada. Ad Hong Kong invece si stanno verificando
degli incidenti spiacevoli: il 22 luglio una donna di 78 anni è stata portata
in ospedale urgentemente dopo che un paio di forbici, lanciate da un condominio
le erano rimaste conficcate nella testa. Lo stesso giorno, un uomo di 28 anni
in un’altra parte della città è rimasto ferito gravemente con profondi tagli
alla testa causati da un altro paio di forbici, mentre un ragazzo è riuscito a
sopravvivere dopo che un pezzo di ferro, lanciato da una finestra ai piani alti
di un palazzo, lo aveva colpito.
Come ogni residente della megalopoli orientale vi potrà confermare la “pioggia”
di oggetti dall’alto è continua: lattine di birra, pacchetti di sigarette,
oltre a confezioni usate di Viagra, sabbietta per gatti sporca, bottiglie di
vetro, materassi e addirittura, frigoriferi. Il fenomeno, che desta molte
preoccupazioni tra le autorità, avviene principalmente nei quartieri che
ospitano le case popolari,in cui vivono stipati gli abitanti più poveri della
città. Spesso le condizioni di tali edifici sono così disastrose da poter
affermare che il pericolo non viene tanto dagli oggetti lanciati, quanto dai
cornicioni ed infissi che precipitano lungo la strada per scarsa manutenzione
ed incuria. In ogni caso c’è chi ipotizza che il malcostume di lanciare oggetti
sia una manifestazione di malcontento generale, soprattutto di chi non ha
raggiunto un maggiore benessere come l’emergente classe media cinese. Insomma
se le cose dovessero stare così, l’epidemia si propagherebbe inevitabilmente a
macchia d’olio.
Fonte: The Economist
Le minoranze etniche cinesi
stanno perdendo l’uso del loro lingua
di Isabella Garofali
La lingua parlata dalla minoranza etnica Miao nella provincia del Guizhou a
sud-ovest della Cina è in pericolo di estinzione, stando alle parole di un
referente politico locale. Il vice-Presidente della Commissione Affari etnici e
religiosi presso la Conferenza provinciale politico-consultiva del Popolo del
Guizhou, Han Kan, riferisce , citando un resoconto della proprio
organizzazione, che sempre meno persone appartenenti all’etnia Miao parlano la
loro lingua.
Nella Contea di Tianzhu, della Prefettura autonoma dello Qiandongnan delle
nazionalità Miao e Dong, in cui la popolazione Miao vive in una comunità
compatta, soltanto 32 villaggi su 112 utilizzano ancora il loro idioma.
Nella Contea di Taijiang sempre nella Prefettura dello Qiandongnan, in
cui la popolazione Miao è circa il 97% della popolazione totale, 40 villaggi su
180 già hanno perso l’uso della lingua tradizionale.
Nella Contea di Danzai, Qiangdongnan, soltanto il 60% della popolazione,
soprattutto sopra i 50 anni, parlano la loro lingua, mentre, solo nel 1999 la
percentuale era dell’85%.
Da questi ultimi dati si evince che il fenomeno è quasi inarrestabile,
dovuto ad una progressiva sinizzazione dei costumi, e quindi anche della
lingua. Ormai i bambini parlano e scrivono in mandarino e sarà difficile
trovare una soluzione per invertire tale tendenza.
Fonte: Agenzia Xinhua/pinyin.info
Cina. Ho parlato di distruzione arbitraria di edifici, di nuovi edifici e di
operai che per realizzare tutto cio’ si trasferiscono dalle campagne per vivere
come bestie nel cantiere. Poi nelle feste comandate (capodanno cinese, primo
maggio festa dei lavoratori, e primo ottobre festa della repubblica) tornano al
villaggio per portare a casa una ventina di dollari.
Ora una domanda che non c’entra molto. Cosa ne sapranno mai questi contadini di
come si costruisce un grattacielo? Acqua corrente, impianti elettrici,
pavimenti, per non parlare di RIFINITURE???
Non so se l’ho mai sottolineato abbastanza, comunque ritengo che il gusto
cinese sia piuttosto lontano dall’essere raffinato.
Quindi se affidi a un contadino dell’Anhui (provincia piuttosto arretrata) le
rifiniture di un interno, puoi stare certo che la cucina ti si allaga dopo il
primo mese che la usi, i mobili nuovi cominciano a scollarsi dopo un paio di
mesi, e il televisore scoppia dopo anche pochi giorni dall’inizio dell’utilizzo
(non dico per dire…tutto cio’ succede e mi e’ successo!)
Allora facciamo il punto.
Durante Mao cio’ che conta nella produzione e’ la quantita’. Se una comune deve
produrre dieci quintali di acciaio per la fine del mese, quei dieci quintali
devono essere pronti anche se dentro ci si mette olio di noccioline e cavolo
cinese.
Durante Deng i beni di consumo fanno la loro apparizione. Tutti pazzi per
orologi e televisori. Fino ad allora, a scuola si era studiato solamente il
libretto rosso, quindi ora si deve imparare velocemente la tecnica.
Allora nelle zone ad economia speciale (SEZs) si assemblano televisori buoni,
da li’ si esportano (bisogna accumulare capitale!) e la tecnica si comunica
alle regioni interne. Cosi’ copie di televisori fatte alla buona, rigorosamente
in bianco e nero, si producono per il mercato interno…quello in cui il concetto
di qualita’ e’ ancora ignoto. Il processo e’ ovviamente lo stesso per ogni prodotto.
Oggi la Cina dal rapido sviluppo è questa. Qualcosa e’ cambiato nelle compagnie
con manager stranieri che impongono regole per il costumer care ecc., ma l’idea
di produrre tot entro il 2020 e diventare tali entro il 2010 e’ presente in
ogni piano economico.
Allora?
Temo che si ritroveranno tra qualche anno con delle case dalla splendida
apparenza iniziale che cominiceranno, pero’ ad andare a pezzi. Soluzione? Da
bravi cinesi cominceranno a mettere toppe inadeguate e saremo da capo a dodici.
Tanto di forza lavoro ne hanno quantita’ quasi inestinguibili! E soprattutto,
un grattacielo lo si puo’ buttare giu’ e ricostruirlo in qualche mese, no?
Cambogia, muore "il macellaio"
Ta Mok, 82 anni, ex comandante
militare dei Khmer Rossi, è morto pochi giorni fa per cause naturali in un
ospedale di Phnom Penh, capitale della Cambogia. Debole di salute, affetto da
problemi respiratori e con una sola gamba non ce l’ha fatta. Soprannominato “il
macellaio” era uno dei più importanti imputati per il genocidio compiuto sotto
il regime comunista dei Khmer guidati da Pol Pot tra il 1975 e il 1979 e
dove si calcola morirono più di 1,7 milioni di persone. Il processo patrocinato
dall’ONU e preteso dal governo cambogiano si terrà nel 2007 e vede incriminati
tra gli altri il gerarca soprannominato 'Douch', attualmente in carcere insieme
a Ieng Sary e Kieu Sam. Asa
Fonte Ansa/Reuters
"Anno dell'Italia in Cina": un centinaio di
cinesi verso Roma
di Isabella Garofali
Il 2006 è l'anno dell'Italia in Cina. Un grande occasione per rinsaldare i
rapporti tra i due Paesi, sopratutto dopo le dichiarazioni dell'ex Presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi. Così un centinaio di persone da Xi’an, la
città capitale della provincia dello Shaanxi a nord-ovest della Cina,
viaggieranno alla volta di Roma per celebrare questo grande evento, il cui
programma è stato concordato dal nostro governo con la Repubblica Popolare
cinese per migliorare ed approfondire scambi culturali e non tra i due paesi.
Il gruppo costituito da 100 persone e 30 veicoli, si è riunito sabato scorso
davanti alla Porta a sud della città E da qui è partito il lungo tour.
Il viaggio, che seguirà la Via della Seta, durerà 32 giorni ed attraverserà 10
paesi. Tra i viaggiatori ci sono artisti, interpreti e giornalisti.
L’intenzione è quella di aggiungere colore e suscitare maggiore interesse
possibile nell’anno dell’Italia in Cina.
Questa iniziativa è stata realizzata in "joint" tra il Comune di Roma
ed il suo sindaco con il Governo della città di Xi’an.
Fonte: Xinhua
Cina generosa, lo dice il World Food Program
La Cina sta cambiando. Ed
oltre a cercare delle strategie per risolvere i problemi interni causati da
un’economia capitalista che ha distrutto lo stato sociale, sembra essere più
sensibile alle tematiche della fame nel mondo. Almeno lo è molto di più
rispetto al Giappone, al quale ha strappato il terzo posto nella classifica
mondiale di donatori di cibo ai paesi più poveri, dopo Stati Uniti e Unione
Europea . Nel 2005, infatti, l’ex impero celeste ha donato al World Food
Program 577mila tonnellate di aiuti, circa il 260% in più rispetto al 2004.
Secondo Anthea Webb, responsabile delle relazioni esterne del WFP, “la Cina sta
giocando un ruolo sempre più importante nel garantire che altri paesi affamati
abbiano abbastanza cibo” e soprattutto stupisce “che un'economia così in
crescita abbia dimostrato una tale generosità per i più poveri”. Effettivamente
la Cina ha manifestato una grande umanità e maturità nell’elargire ingenti
aiuti alle vittime dello tsunami dello Sri Lanka. Anche Liberia, Guinea Bissau
e Corea del Nord sono i principali beneficiari della generosità cinese.fm
Fonte: Ansa
A Bangkok lo scalo internazionale più grande dell’Asia
Bangkok-Suvarnabhumi, così si
chiamerà il nuovo aeroporto thailandese che sarà inaugurato il 28 settembre di
quest’anno. Il più grande aereoscalo in Asia (tre volte quello di Fiumicino),
che in futuro avrà una capacità massima di 100 milioni di passeggeri l’anno,
sostituirà il vecchio aeroporto Don Muang, ormai inadeguato a gestire dei
flussi che andassero oltre i 37 milioni l’anno. La nuova aerostazione sorgerà a
Nong Ngu Hao, nella provincia di Samut Prakarn, a
Fonte: Ansa
L'Ass. Calmomattino lancia la sua nuova rubrica sulla
cucina coreana
La cucina coreana è ancora poco conosciuta in Italia, rispetto ad altre cucine
asiatiche. Dietro i numerosi luoghi comuni sulla cucina di questo paese, però,
si nasconde un nuovo mondo di sapori esotici, che sono molto particolari
e diversi da quelli cinesi o giapponesi.
La nuova rubrica ha come obiettivo la conoscenza di uno degli aspetti
fondamentali della cultura coreana. Conoscere infatti la cucina di un paese è
come compiere un viaggio nel paese stesso.
La rubrica è curata da YoungMi Lee, che ha già pubblicato in Corea
diversi libri e articoli sulla cucina coreana ed italiana ed attualmente
risiede in Italia dove frequenta il Master di "Storia e Cultura
dell'Alimentazione" presso l'Università di Bologna.
La rubrica sarà costantemene aggiornata e si potrà accedere da qui
Cina: boom dei prodotti miracolosi
In Cina è corsa ai “prodotti miracolosi”. C’è chi vuole perdere peso, chi
desidera un aumento della taglia del seno o chi semplicemente vuole rinfoltire
la sua chioma. La soluzione a tutti questi problemi viene dalle radio e dalle
tv che giornalmente trasmettono, fino alla nausea, pubblicità di creme, gel e
spazzole prodigiose che regolarmente disattendono le aspettative dei loro
acquirenti. Proprio per questo in una direttiva congiunta le autorità
dell'industria e del commercio, assieme all'amministrazione di radio e tv,
hanno “censurato” gli spot incriminati, in realtà con un accordo con gli stessi
produttori, fino a data da stabilirsi. In effetti in questi spazi pubblicitari
venivano enfatizzati gli effetti di questi prodotti e “tutto questo nuoce ai
diritti dei consumatori e mina la credibilità dei media», si legge ancora nella
nota della direttiva. La decisione di bloccare le pubblicità nasce da un
precedente in cui alcune centinaia di donne, dopo aver utilizzato un gel che
prometteva due taglie di seno in più, avevano accusato problemi alla vista.FM
Fonte Ansa
Amnesty condanna Microsoft, Google Inc e Yahoo Inc
Pur di far affari hanno
violato la Dichiarazione universale sui diritti umani. Sono queste le accuse
mosse da Amnesty International nei confronti delle tre società. Infatti
"tutte e tre le compagnie, in un modo o nell'altro, hanno facilitato o
stretto accordi per censurare la rete in Cina" affermano i responsabili
dell’organizzazione che da tanti anni si batte per il rispetto dei diritti
umani. I tre colossi dell’informatica avrebbero dimostrato “di ignorare le loro
stesse politiche aziendali. Hanno fatto promesse... che non hanno mantenuto di
fronte all'opportunità di investire in Cina" recita il rapporto di
Amnesty. Solo Yahoo ha cercato, con una dichiarazione a Reuters, di
giustificare le proprie strategie di mercato affermando di poter “incidere di
più avendo una limitata presenza e una crescente influenza che non operare del
tutto in un paese". Per il momento invece Google e Microsoft tacciono.FM
Fonte:Reuters
Il Giappone è sempre più solo. E non è solo la Corea del Nord, causa della
crisi missilistica dei giorni scorsi, a preoccupare l'esecutivo guidato da
Junichiro Koizumi, ma anche Seul, Pechino e Mosca.
I rapporti con Pyongyang,
nonostante tra i due paesi non esistano relazioni diplomatiche ufficiali,
sembravano, dopo l’accordo sulla moratoria contro la proliferazione
missilistica del 2002, basati sul reciproco rispetto. Fino a quando la scorsa
settimana il regime nordcoreano non ha deciso di testare 7 missili fra cui un
'Taepodong' a lunga gittata teoricamente in grado di raggiungere gli Stati
Uniti. Fortunatamente l’esperimento non ha avuto conseguenze tragiche. Il
Giappone però sembra non aver gradito l’ennesima bravata di Kim Jongil, leader
nordcoreano, e ha presentato una risoluzione all’ONU, che in ogni caso ha
deciso di attendere gli sforzi diplomatici in corso.
Intanto, però, la Cina ha
inviato una delegazione a Pyongyang. Manifestando al mondo intero le sue
posizioni filo-nordcoreane e per sopratutto quelle anti-giapponesi. Facendo
intendere che fino a quando la questione storica del santuario di Yasukuni,
dove il primo ministro Koizumi, in modo provocatorio, ha più volte reso omaggio
a 14 criminali di guerra, rimarrà aperta, non ci sarà la possibilità di
un riavvicinamento tra le due super potenze asiatiche. Infatti è dal 2002 che i
rispettivi capi di Stato dei due paesi non si scambiano visite ufficiali.
Ma non sono solo Corea del
Nord e Cina a creare dei grattacapi al Giappone. La Corea del Sud, infatti,
approfittando dell’esperimento balistico nordcoreano, ha sconfinato, con una
nave oceanografica, il confine della zona economica esclusiva giapponese.
Ricordando al Giappone vecchie questioni irrisolte, ovvero la disputa sulle
isole Takeshima\Dokdo. Anche sul versante russo il paese del sol levante fatica
a stabilire relazioni diplomatiche. Infatti le rivendicazioni nipponiche sulle
isole Curili meridionali, occupate da Mosca dopo la seconda guerra mondiale,
mantengono i rapporti tra i due paesi sempre molto freddi. Ormai il Giappone
sembra isolato. L’esecutivo è in crisi e così Koizumi corre da Bush.
Thailandia, vani tentativi di riappacificare il sud del
paese
Da diverso tempo nel sud della Thailandia si sta combattendo una vera e propria
guerra. Musulmani da una parte e forze governative dall’altra. Di rado gli
scontri tra le due “fazioni” avvengono in modo diretto. Esecuzioni sommarie e
di massa ai danni della popolazione mussulmana delle regioni di Yala, Pattani e
Narathiwat sono perpetuate regolarmente dalle forze governative, preferiscono,
invece, gli attentati dinamitardi i cosiddetti secessionisti.
Nel paese dai mille volti, nel paese del sorriso, come molti lo amano chiamare,
la situazione è molto tesa. Qualche mese fa il ministro degli interni, Chidchai
Wannasathit, aveva deciso di indagare sulla sparizione di diverse persone e/o
sui maltrattamenti da esse subite, causati dalle forze di sicurezza in seguito
all’intensificarsi dei controlli nell’estremo sud.
Lo stesso ministro smentiva che l’intelligence tailandese avesse informato la
polizia del pericolo di un attentato con autobomba a Bangkok. Di certo la
paura c’è e la situazione è molto tesa.
Il 27 giugno a Yala ci sono stati ben quattro attentati. Sette le vittime. Il
primo ordigno è esploso al passaggio di un camion scortato da militari. Un
soldato è morto e quattro musulmani che prestavano servizio di scorta
come volontari sono sopravvissuti all'esplosione, ma sono stati poi assassinati
con colpi di pistola da una ventina di guerriglieri. Il secondo ordigno
piazzato sempre lungo la strada, doveva servire a impedire l'arrivo dei
soccorsi. Fortunatamente la deflagrazione non ha avuto effetti. La terza bomba
è stata collocata davanti la casa di un funzionario del governo. Nessun ferito,
funzionario illeso. Un quarto ordigno, invece, e' stato scoperto dagli
studenti davanti a una scuola di Narathiwat, ma gli artificieri l'hanno
disinnescato in tempo. Nello stesso luogo, due musulmani sono stati uccisi da
killer a bordo di un auto. Così ogni giorno la Thailandia conta i suoi
morti. E ci accorgiamo che forse uno di quei mille volti non sorride più.
17 anni fa il massacro di Piazza Tiananmen
Lo scorso mese per la prima
volta e’ stato pagato un risarcimento alla madre di Zhou Guocong, uno dei tanti
giovani uccisi a piazza Tiananmen nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989.
Ricordiamo quell’evento nella nostra frenetica corsa verso la Cina.
Nonostante il pagamento possa essere il simbolo di una qualche micro-asserzione
di responsabilita’ da parte del govero, non una parola su Tiananmen. Su nessun
giornale cinese viene toccato l’argomento. Ogni tipo di commemorazione viene
bloccata alla proto-radice. I familiari delle vittime vengono minacciati e
controllati.
Dopo 17 anni, la Cina delle Olimpiadi, la Cina del WTO, la Cina superpotenza
pronta ad intercedere nei dialoghi con l’Iran, preme per la fine dell’embargo
europeo sulle armi, embargo iniziato proprio per quell’evento di cui ancora non
si riconosce responsabile.
Ci sono persone che stanno ancora pagando per il solo fatto di essere stati
studenti che per un mese nel 1989 (le manifetsazioni erano iniziate a maggio)
hanno creduto che le cose potessero davvero cambiare. Molti pero’ non hanno
scontato pene durante gli scorsi 17 anni perche’ sono stati eliminati in quella
stessa tremenda notte di cui e’ ancora vietato parlare.
La manifestazione si tenne a Piazza Tiananmen, che letteralmente significa
‘porta della pace celeste’; nella piazza c’e’ la porta di entrata della “citta’
proibita”, la parte della corte imperiale dove risiedeva l’imperatore, la zona
simbolo della potenza del figlio del cielo, inavvicinabile e divino.
Delegazioni di paesi tributari arrivavano da ogni dove per rendere omaggio
all’imperatore. L’apertura della porta della ‘pace celeste’ era l’inizio di una
serie infinita di riti che portavano al finale incontro con il magnanimo
sovrano. L’imperatore rappresentava ricchezza, potere, arte, bellezza e generosita’.
Per coloro a cui Tiananmen si apriva erano assicurati pace, benessere e
felicita’, nel rispetto della grandezza dell’imperatore celeste.
Gli studenti, i professori, i passanti, i curiosi del giugno 1989 probabilmente
non hanno rispettato l’autorita’ del partito-imperatore. Per loro porta
Tiananmen, la porta della pace celeste, non si e’ aperta.
Il Potere del consumatore cinese
La Cina ed il fenomeno
dell’acquisto di gruppo “团购”, tuangou o team buying
E’ successo a Canton. In un pomeriggio circa 500 consumatori si sono radunati
davanti ad un centro commerciale dedicato alla vendita di prodotti ad alta
tecnologia. Sono giunti in massa in una data e ad un’ora ben precisa, il 16
giugno alle 4 del pomeriggio. Qualcuno potrebbe parlare di strane coincidenze,
ma in realtà si erano accordati in precedenza “incontrandosi” su siti come www.51tuangou.com e www.teambuy.com.cn. In questi portali
basta essere registrati per poi avere la possibilità di partecipare a questi
grandi appuntamenti dediti allo shopping. Questo metodo, proprio di un
“consumatore molto aggressivo e consapevole” è chiamato team buying o tuangou 团购:
l’acquisto di gruppo. Tale comportamento si basa sulle regole del
mercanteggiare: più si è più si possono ottenere sconti sul prezzo finale o in
percentuale. Nel caso di Canton queste persone sono riuscite ad ottenere sconti
dal 10 al 30% su prodotti come telecamere, DVD e monitor LCD. Con lo stesso
metodo molti di loro hanno addirittura ammesso di aver comprato “in massa”
appartamenti e che dovevano ora trovare il modo di arredarli sfruttando
ovviamente la stessa tecnica.
Contrattare sul prezzo può sembrare strano per un occidentale, in
particolare per un anglosassone e, da questo punto di vista, è comprensibile la
loro reazione davanti a tale comportamento. Infatti The Economist definisce
questo atteggiamento estremamente “aggressivo” e manifesta perplessità quando
si tratta di una “massificazione” di un fenomeno tradizionalmente millenario
per la Cina.
I cinesi sono famosi per la loro abilità nel mercanteggiare e, trovando
difficoltà ad avere la meglio presentandosi come singoli consumatori in un
centro commerciale, hanno adottato una tecnica di massa per riuscire ad
acquistare a prezzi convenienti.
Fonte: The Economist
Solo lo scorso anno ci sono
stati 3,341 incidenti nelle miniere di carbone che hanno causato la morte di
5,986 persone. La Cina ha deciso di voltare pagina. Infatti entro il 2007 le
miniere con una produzione annuale inferiore alle 30,000 tonnelate annue
chiuderanno. Ad una video conferenza, Zhao Tienchui, direttore dell'ufficio
pubblico sulla sicurezza nelle miniere di carbone, ha detto che il settore va
riformato, incoraggiando le grandi società che ne gestisco l'estrazione, più
sensibili e attente alle problematiche sulla sicurezza nel lavoro, a
rilevare quelle più piccole, dove si verificano la maggior parte delle disgrazie.Fm
Fonte: Xinhua