Piccole Storie dalla Thailandia Contemporanea
Thailandia: Somboon, la case dei lebbrosi
Saree
ricorda molto bene quando la gente del suo villaggio scoprì che aveva la
lebbra. “Venivo trattata come un’appestata. Gli autisti dei mezzi pubblici si
rifiutavano di farmi salire e nessuno mi offriva un lavoro”. Saree, quando
aveva 18 anni, è stata mandata dai suoi genitori a Non Somboon, nel lebbrosario
di Khon Kaen, che in quel periodo era solo un centro di prima assistenza per i
malati. Ora è la sua casa. Non ha mai avuto il coraggio di ritornare al suo
villaggio per non mettere in imbarazzo la sua famiglia.
Non
Somboon è stato istituito ufficialmente nel 1964 dal ministero della Salute
thailandese. Attualmente è una vera e propria comunità che ospita circa 800
lebbrosi insieme ai loro familiari, circa 2500. Inizialmente non era altro che
una semplice struttura sanitaria ovvero un punto di riferimento per malati
bisognosi di cure. Fin da subito si capì però che l’ospedale non era in grado
di soddisfare le esigenze dei lebbrosi. Soprattutto quelli bisognosi di terapie
giornaliere. Oltretutto per raggiungerlo era necessario affrontare un viaggio
non privo di difficoltà.
Oggi
Somboon è un lazzaretto animato da persone che sono state sempre isolate a causa della
loro malattia ritenuta incurabile. Come spiega Srisuntorn Viriyawipas,
un’infermiera che ha dedicato 25 anni della sua vita ad alleviare le pene dei
lebbrosi, “la lebbra è una malattia guaribile”. E racconta che “in passato
l’unico modo per arginare gli effetti devastanti del morbo era la mutilazione
degli arti”. Ora invece ci sono dei farmaci molto efficaci che consentono ai
pazienti, che beneficiano del trattamento, di condurre una vita normale.
In
Thailandia ci sono circa 12 lebbrosari e quello di Somboon è il più grande del
paese con la presenza di circa 600 famiglie, che non sono state deportate, ma
che hanno accettato volontariamente di trasferirsi in questo santuario per
avere farmaci adeguati, per allontanarsi dalla discriminazione e anche per
lavorare. Infatti sono diversi i malati
indipendenti economicamente perché, nonostante l’infermità, possono coltivare
la terra o allevare bestiame.
E
poi grazie all’aiuto della Rajpracha Samasai, fondazione no-profit , gestita da
Santhus Pangkoksoong, i lebbrosi possono avere vestiti e cibo oltre a
beneficiare di un sussidio economico giornaliero. “Onestamente il sostegno finanziario non è sufficiente” dice
il supervisore dell’organizzazione umanitaria “ma ogni giorno insegniamo loro
come risparmiare. E gli spieghiamo che tutto sommato sono più fortunati di
tanti contadini poveri, che non vivono a Somboon, costretti a patire la fame.
Insomma
Santhus sembra essere soddisfatto dei risultati ottenuti con anni di duro
lavoro. E ci tiene a precisare che il lebbrosario non è un posto dove gli
infermi vengono tenuti in quarantena. Non un ghetto quindi, ma forse solo un
luogo bizzarro dove anche i lebbrosi possono vivere e sentirsi come persone normali.
Fonte Bangkok Post
Thailandia, la "guerra" dei nomignoli
La Thailandia, soprattutto negli ultimi vent’anni, ha
vissuto un boom turistico senza precedenti. La massiccia presenza di stranieri
nel paese ha senza dubbio portato cambiamenti forti, “contaminando” usanze e
tradizioni locali. Il caso dei nomignoli è un esempio interessante. Un tempo ai
bambini thailandesi venivano dati soprannomi popolari come “Granchio” o “Gamberetto”
fino ad arrivare al classico “Ciccio”, ora sostituiti da quelli occidentali.
Così è molto facile trovare qualcuno il cui
nomignolo sia “Seven” o addirittura
“Mafia”.
Ma Vira Rojpojchanarat, segratario permanente del ministero della Cultura
thailandese, proprio non ci sta e ha deciso di dare battaglia a questo
malcostume. “Siamo preoccupati che la cultura thai possa scomparire” afferma
Vira, che avvalendosi della collaborazione dei linguisti del l’Istituto Reale
ha pensato di pubblicare un libro dove inserire un elenco di nomignoli legati
ai colori, agli animali, ai frutti. In pratica qualcosa che faccia riferimento
alla storia, al folklore, ai miti, alle leggende, alla storia della Thailandia.
L’“opera”, che sarà diffusa anche via Internet, non sembra però essere
apprezzata dalla popolazione che ritiene i nomignoli thai poco pratici e
difficili da pronunciare, soprattutto da parte degli stranieri. Manthanee
Akaracharanrya, imprenditrice thailandese, è una di quelle che ritiene l’iniziativa
di Vira non necessaria. Per lei, ventinovenne, il padre ha scelto il nomignolo
di “Money” perché nata durante il periodo di paga. Suo fratello invece si
chiama “Bonus” perché dato alla luce durante il capodanno cinese, ovvero quando
gli impiegati ricevono un extra insieme al salario ordinario. Bank è invece l’appellativo
di suo fratello minore. Ma non finisce qui. Korakoad Wongsinchai, insegnante di
inglese in una scuola elementare, fa notare come ormai l’uso di soprannomi
occidentali abbia invaso la metà della sua classe. Da Charlie a “Army” da “God”
a “Apple” fino ad arrivare a “Tom Cruise”. Le inspirazioni arrivano soprattutto
dalla televisione e dalle riviste. Insomma la “battaglia” di Vira contro l’influenza
straniera si preannuncia veramente difficile.
Fonte The New York Times
Thailandia, in aumento i casi di tumore al colon
L’alimentazione sregolata dei thailandesi preoccupa il Ministero
della Salute che ha previsto per 2008 diecimila nuovi casi di cancro al
colon. La malattia colpirà principalmente i residenti delle grandi città e in
particolar modo di Bangkok. Le cause principali sarebbero una dieta poco salutare
e l’inquinamento, oltre al fumo e all’alcol. Anche Narin Voravud, dottore del
Dipartimento Oncologico della Facoltà di Medicina dell’Università di
Chulalongkorn, ha ribadito che l’85% dei tumori al colon sarebbero provocati da
abitudini alimentari poco adeguate,
mentre il 15% da fattori ereditari. La malattia, che è una delle cause
principali di mortalità in Thailandia, colpirebbe soprattutto uomini sopra i 50
anni. Le possibilità di sopravvivere al cancro al colon sono bassissime. Nel
paese al 30% dei pazienti viene diagnosticata la malattia quando ormai non c‘è
più speranza e solo l’8% sopravvive per più di 5 anni.
Per arginare questo fenomeno è stata introdotta una nuova
terapia farmacologica, già sperimentata all’American Society of Clinical
Oncology ed approvata dal Ministero della Salute thailandese, che sembra avere
degli effetti positivi nel trattamento della terribile patologia. La medicina,
che allungherebbe di 12-27 mesi la vita del paziente, sarebbe adatta
soprattutto nella fase terminale del cancro al colon, ovvero quando l’utilizzo
della chemioterapia e della chirurgia risultano inutili. Narin ha suggerito ai
soggetti a rischio, oltre di seguire una dieta ricca di frutta e verdura, di
prendere un’aspirina quattro volte al giorno perché secondo alcune ricerche
avrebbe la funzione di proteggere il colon da forme tumorali.
Bangkok, protesta contro Novotel: "Discrimina gli omosessuali"
Bangkok. Più di centro gruppi in difesa dei diritti degli
omosessuali , sparsi in oltre 26 paesi dell’Asia e del Pacifico, hanno aderito
alla campagna “Novotel - No Homosexual” lanciata dall’associazione thailandese
“Rainbow”. La protesta contro la famosa catena alberghiera è nata dopo che ad
un travestito è stato negato l’accesso in un nightclub di proprietà dell’hotel.
Il malcapitato della spiacevole vicenda
è Sutthirat Simsiriwong,
un “brand manager” di una linea di cosmetici
francese, che durante un fine settimana è stato “rimbalzato” dalla security all’entrata del
CM2, famoso locale in Siam Square (zona commerciale di Bangkok). Infatti dalla sua carta
d’identità, che in Thailandia va sempre presentata all’ingresso di una
discoteca, risultava che fosse un uomo e non una donna come appariva in quel
momento. Ma Sutthirat non si è perso d’animo e si è rivolto a Nokorn Arthit,
presidente dell’Associazione Rainbow (che conta sull’appoggio di un network di
organizzazioni localizzate in tutta l’area del Pacifico e del Sud-est asiatico),
per segnalare il sopruso. La risposta è stata immediata. E la decisione di
boicottare il Novotel Siam Square sembra abbia trovato largo consenso tra più
di cento tra consorzi, leghe, associazioni, federazioni e fondazioni che
tutelano gay, lesbiche, travestiti e transessuali. Intanto il noto albergo si è
affrettato a chiarire che motivi di sicurezza hanno costretto lo staff del
locale a negare l’entrata a Sutthirat. Nessuno però ci crede. E la campagna
“Novotel – No Homosexual” in un paese dove la diversità è ben integrata nella
società, continua.
Thailandia, a S. Valentino vietato fare l'amore
In Thailandia il 14 febbraio, giorno di S.Valentino, è stato
coprifuoco. Il pericolo non veniva dai separatisti mussulmani, nè tantomeno dai
fedelissimi del deposto ex primo ministro, attualmente a Londra, ma da un
esercito di ragazzine tailandesi (circa un terzo del totale) che credeva che la
giornata degli innamorati fosse perfetta per perdere la verginità, almeno
secondo quanto pubblicato da un sondaggio dell'Università di Assumption e
dall’Università della Camera di Commercio Thailandese.
Il governo,
imbarazzato dallo studio pubblicato dalle due istituzioni, ha pensato bene di
mettere a punto un piano per fermare le voglie delle giovani donne . Infatti
dopo le 22 del 14 febbraio la polizia di Bangkok è stata sguinzagliata nei
centri commerciali, cinema e altri luoghi di ritrovo per stanare le peccatrici
in cerca di intimità. Le forze dell’ordine sono state unanimi con il
provvedimento preso dal governo. "L'amore è bello e romantico, ma non per
forza deve avere anche risvolti sessuali. I ragazzi farebbero meglio a pensare
alla scuola", ha detto il vice comandante della polizia di Bangkok, Kamol
Kaewsuwan. Della stessa opinione è stato Chokechai Deeprasertvith, a capo
dell'unità speciale impegnata a combattere il crimine tra i giovani e le donne.
Peccato che il coprifuoco abbia escluso le zone a luci rosse di Patpong, Soi
Cowboy e Nanaplaza. Sarebbe stato un bel gesto. Ma alle casse dello Stato non
sarebbero tornati i conti.
Fonte Reuters Live
Rambo sbarca in Thailandia
Sylvester Stallone e Denzel
Washington, i due famosi attori americani,
andranno in Thailandia. Non sarà una visita di piacere. Le due star di
Hollywood infatti saranno impegnate rispettivamente sui set dei film “Rambo IV,
in the eye of the serpent” e “American Gangster”.
La Thailandia già pensa ai profitti che queste due
iniziative porteranno alle casse dello stato. Si parla di 160 milioni di bath
(4,3 milioni di dollari). Il paese del sud est asiatico non è nuovo a questo
tipo di business, infatti in precedenza diversi registi hanno scelto la
Thailandia come luogo di riprese.
Secondo le indiscrezioni del ministro del turismo, Suviti
Yodmani, le riprese di “American Gangster”, prodotto dall’Universal Pictures,
inizieranno tra l’8 e il 13 novembre a Changmai, nel nord del paese. Quelle del
“nuovo Rambo” sono previste nei primi mesi del prossimo anno.
Naturalmente in questi giorni non sono mancate le polemiche
sollevate dal produttore esecutivo di “American Gangster”, Branko Lustig, che
ritiene eccessivo dover pagare il 33% di tasse che la Thailandia impone sulle
riprese dei film stranieri. Ma questi tributi non sembrano aver spaventato
altri produttori. Infatti si stima che solo lo scorso anno più di 492 film sono
stati girati nel paese, dato che comprende anche le pellicole locali.
Thailandia, zuppa possiede proprietà anti-tumorali
BANGKOK: Uno dei modi migliori per passare il tempo a
Bangkok è mangiare. Nella città in ogni strada, in ogni vicolo ci sono
ristoranti e bancarelle, dove si possono gustare dai granchi agli scorpioni,
dal pollo alle cavallette. Ma uno dei piatti forti, che mette d'accordo i
palati di tailandesi e turisti, è il "Tom Yam Kung" ovvero
"gamberetti in zuppa piccante aromatizzata con citronella". Gustosa
pietanza, sempre presente sui tavoli dei tailandesi buongustai, viene preparata
facendo bollire dell'acqua con delle radici di limone. Vengono poi aggiunti i
gamberetti. Una volta cotti vengono aggiunti salsa di pesce, succo di
citronella, peperoncino e zenzero. Il piatto più popolare della Thailandia,
oltre a ricevere gli apprezzamenti degli amanti della buona cucina, ha
suscitato l'interesse anche dell'Istituto di Ricerca e Sviluppo dell'Università
di Kasetsart, che in collaborazione con la Divisione di Scienze Umane Applicate
dell'Università dell'Agricoltura di Kyoto e la Kinky University, altro istituto
nipponico, hanno deciso di analizzare i suoi ingredienti. Questo studio ha
messo in evidenza come il il tom yam kung oltre a far felici le buone forchette
abbia effetti decisamente positivi sulla salute. Gli esiti di questa ricerca
mettono in evidenza come la particolarità dello zenzero, del peperoncino e del
limone thailandesi usati in questa zuppa abbiano delle proprietà anti-tumorali,
soprattutto del tratto digestivo. Già in precedenza alcuni studi medici avevano
elogiato analoghe proprietà nel basilico e nel cetriolo, sempre rigorosamente
originari del Siam.
Maschio o femmina? Lo decide la clinica thailandese
La Thailandia, ormai da diverso tempo, è una delle mete
turistiche preferite per centinaia di migliaia di stranieri. La scelta non
è
dovuta solo alle bellissime spiagge,
ma anche alle organizzatissime cliniche che offrono cure mediche a basso costo.
Negli ultimi anni si è venuto a creare un vero e proprio business legato soprattutto
ad una particolare diagnosi che darebbe la possibilità ad una coppia di coniugi
di scegliere se dare alla luce un maschio od una femmina. Infatti il test
genetico, per donne disponibili ad una fecondazione in vitro, permetterebbe di
individuare il sesso dell’embrione – creato con l’utilizzo di ovociti e
spermatozoi in provetta -- prima di essere impiantato nell’utero della donna.
Questa tecnica di riproduzione assistita viene anche usata in presenza di
alcune patologie come la sterilità immunologica o l’endometriosi. Ma non è il
caso delle centinaia di coppie tra australiani, cinesi, indiani, americani ed
europei che, sanissime, si spingono fino a Bangkok per avere la sicurezza di
non avere l’enessimo maschietto o femminuccia. Anche il prezzo del servizio è
accattivante, circa 7,000 dollari, e soprattutto è tutto conforme alla legge.
Infatti il Consiglio Medico Tailandese ha solo espresso un dissenso nei
confronti del test, senza tuttavia vietarlo. Naturalmente il business della
selezione del sesso ha fatto discutere anche in Thailandia. Ci sono stati,
infatti, diversi dibattiti, soprattutto dal punto di vista etico. La
controversia però non ha portato grandi risultati. E qui a Bangkok le cliniche
continuano a fare affari d’oro.
Bangkok, il business dei tuk-tuks, mezzi di trasporto per
turisti
Coloratissimi, sono ancora uno dei mezzi di trasporto più
veloce per spostarsi nelle città thailandesi. Solo a Bangkok sono migliaia.
Decorati con immagini e monili buddisti, i tuk-tuks sono stati utilizzati in
diversi film come The Beach con Leonardo di Caprio o Ong Bak con Tony Jaa, e
sono stati protagonisti di molte pubblicità e videogames.
Ricordano molto l’italianissima Ape della Piaggio, mezzo a
tre ruote (che veniva impiegato sopratutto nelle campagne), e possono
trasportare fino a 3 persone. Veloci ed agili in mezzo al traffico infernale
della “città degli angeli”, hanno anche loro una storia da raccontare, lunga
più di 60 anni. Inizialmente questi mezzi di trasporto venivano chiamati samlor
(Sam = tre, lor = ruota in lingua thai) e non erano altro che una via di mezzo
tra un risciò e una bicicletta, con una cabina posteriore per caricare i
passeggeri. Negli anni 60 il samlor venne sostituito da una versione giapponese
a motore e utilizzato per il trasporto pubblico. Questo nuovo mezzo prese il
nome di tuk-tuk a causa dello scoppiettio del suo motore, rumore che ha perso
nella versione moderna alimentata a gpl (gas propano liquido).
Oggi
gli autisti di
tuk-tuks a Bangkok sono per lo più giovani, provenienti da altre province, in
cerca di fortuna. La maggior parte di loro lavora per un periodo che può
variare dai 3 ai 6 mesi. Superare questa soglia significherebbe mettere in
pericolo la propria salute per l’alta concentrazione di polveri sottili dovute all’inquinamento.
Solitamente non sono proprietari del mezzo. Infatti ci sono numerose società
che li affittano con un giro d’affari da capogiro. I guadagni degli autisti,
invece, provengono dalle pubblicità che espongono e dalle persone che riescono
a trasportare. Non essendoci un tassametro si contratta per ogni corsa.
Il dharma rimedio contro la droga
In Thailandia l’uso di stupefacenti, siano essi oppiacei,
allucinogeni, inalanti, ipnotico-sedativi o cannabis è già da molto tempo
diventato un grosso problema sociale. La repressione violenta della polizia nei
confronti degli spacciatori, spesso giustiziati sul posto, non ha dato
risultati. Nemmeno le leggi, che puniscono severamente chi viene trovato in
possesso di droghe “pesanti” o ”leggere” -- si rischia anche la pena di morte,
che per gli occidentali viene solitamente commutata in ergastolo – funzionano
da deterrente. A Pattaya, una delle località balneari più note del paese a
circa 100 chilometri da Bangkok, è emergenza. Qui alcuni monaci del Wat
Yansangwararam (wat = tempio in lingua thai) hanno deciso di affrontare un tema
così delicato a modo loro. Hanno pensato, infatti, che la soluzione del
problema potrebbe arrivare addirittura dalla lunga tradizione buddista
tailandese. Così, in via sperimentale, nelle scuole di Pattaya numero 4 e
numero 6, è stato insegnato agli studenti come usare il dharma -- legge
universale che regola il mondo e mostra gli insegnamenti del Budda -- per
proteggersi dalla tentazione di usare droghe. Al programma, durato 3 giorni,
hanno partecipato 283 allievi e sei insegnanti ed è stato fortemente voluto dal
deputato Wutisak Rermkitkarn, che già pensa di estendere la “terapia del
dharma” ad altri istituti scolastici ubicati in zone a rischio.
Malviventi con il gusto per l'esotico
La Thailandia ruba il primato della criminalità di stampo
occidentale al Messico. Se fino a poco tempo fa la meta preferita dai malviventi era appunto il
paese del centroamerica, ultimamente sembra proprio che i criminali abbiano
scoperto il gusto dell’oriente. E la Thailandia, oltre ad essere un posto
ideale per trascorrere vacanze da sogno, è finito per rappresentare anche un
ottimo nascondiglio. L’ultimo caso di cronaca, come riportato da ….. porta la
firma di Crispan Paton-Smith, inglese 43enne, capelli rasati e barba
lunghissima, arrestato pochi giorni fa
dalla polizia thailandese all’isola di Samui. Capo di una gang - specializzata
in traffico di armi e uomini, riciclaggio di denaro sporco, truffe e rapine – e
braccato dalla polizia di mezzo mondo, si era trasferito in Thailandia con suoi
complici danesi, Peter Roseberg e Kim Rinkard Nielsen (ancora latitanti). Qui,
operava in modo illegale nel settore turistico, dell’immobiliare, della
ristorazione e dell’intrattenimento, grazie alla collusione con alcuni
personaggi del posto molto influenti. E per dare meno nell’occhio si erano
addirittura sposati con donne tailandesi. In questo modo, permesso di soggiorno
alla mano, i tre malviventi hanno potuto, per diverso tempo, coltivare affari loschi tra Bangkok, Pattaya, Phuket e
Samui. Ma i fatti di cronaca che coinvolgono gli occidentali non finiscono qui.
Sempre in questi giorni è stato arrestato nell’isola di Phuket, Charles Todd
Stokes, un insegnante americano di 45 anni. Ricercato da 5 anni negli Stati
Uniti per reati legati alla pedofilia, si era rifugiato nella famosissima
località balneare. Secondo notizie rese note dall’ispettore della polizia
turistica di Phuket, Pol Maj Bundit Khaosutham, il malvivente americano avrebbe
addirittura aperto una scuola di lingue a Bangkok, nel distretto di Phra Khanong, mentre nella sua casa a Pattaya
sarebbero invece state rinvenute un centinaio di fotografie che ritraevano
bambini, tra i 9 e gli 11 anni, nudi o in uniforme scolastica. Insomma sembra
proprio che il Messico sia passato di moda e che il gusto dell’esotico prevalga
tra i malviventi.