Non sapevo perchè l'insipido cibo orientale mi nauseasse. Il caldo di Bangkok era opprimente. I wat mi opprimevano con la loro sgargiante magnificienza, facendomi dolere la testa, e i loro fantastici ornamenti mi riempivano di malessere. Mi sentivo molto male.      Somerset Maugham "Il Gentiluomo nella Saletta Privata





  1. Thailandia, a S. Valentino vietato fare l'amore
  2. Rambo sbarca in Thailandia
  3. Maschio o femmina? Lo decide la clinica thailandese
  4. La Thailandia si libera del suo dittatore
  5. Le bande di Pattaya
  6. Bangkok, il business dei tuk-tuks, mezzi di trasporto per turisti
  7. Il dharma rimedio contro la droga
  8. Malviventi con il gusto per l'esotico

 






Thailandia, a S. Valentino vietato fare l'amore

In Thailandia il 14 febbraio, giorno di S.Valentino, è stato coprifuoco. Il pericolo non veniva dai separatisti mussulmani, nè tantomeno dai fedelissimi del deposto ex primo ministro, attualmente a Londra, ma da un esercito di ragazzine tailandesi (circa un terzo del totale) che credeva che la giornata degli innamorati fosse perfetta per perdere la verginità, almeno secondo quanto pubblicato da un sondaggio dell'Università di Assumption e dall’Università della Camera di Commercio Thailandese.

 Il governo, imbarazzato dallo studio pubblicato dalle due istituzioni, ha pensato bene di mettere a punto un piano per fermare le voglie delle giovani donne . Infatti dopo le 22 del 14 febbraio la polizia di Bangkok è stata sguinzagliata nei centri commerciali, cinema e altri luoghi di ritrovo per stanare le peccatrici in cerca di intimità. Le forze dell’ordine sono state unanimi con il provvedimento preso dal governo. "L'amore è bello e romantico, ma non per forza deve avere anche risvolti sessuali. I ragazzi farebbero meglio a pensare alla scuola", ha detto il vice comandante della polizia di Bangkok, Kamol Kaewsuwan. Della stessa opinione è stato Chokechai Deeprasertvith, a capo dell'unità speciale impegnata a combattere il crimine tra i giovani e le donne. Peccato che il coprifuoco abbia escluso le zone a luci rosse di Patpong, Soi Cowboy e Nanaplaza. Sarebbe stato un bel gesto. Ma alle casse dello Stato non sarebbero tornati i conti.

Fonte Reuters Live


Rambo sbarca in Thailandia

Sylvester Stallone e Denzel Washington, i due famosi attori americani, andranno in Thailandia. Non sarà una visita di piacere. Le due star di Hollywood infatti saranno impegnate rispettivamente sui set dei film “Rambo IV, in the eye of the serpent” e “American Gangster”.
La Thailandia già pensa ai profitti che queste due iniziative porteranno alle casse dello stato. Si parla di 160 milioni di bath (4,3 milioni di dollari). Il paese del sud est asiatico non è nuovo a questo tipo di business, infatti in precedenza diversi registi hanno scelto la Thailandia come luogo di riprese.

Secondo le indiscrezioni del ministro del turismo, Suviti Yodmani, le riprese di “American Gangster”, prodotto dall’Universal Pictures, inizieranno tra l’8 e il 13 novembre a Changmai, nel nord del paese. Quelle del “nuovo Rambo” sono previste nei primi mesi del prossimo anno.

Naturalmente in questi giorni non sono mancate le polemiche sollevate dal produttore esecutivo di “American Gangster”, Branko Lustig, che ritiene eccessivo dover pagare il 33% di tasse che la Thailandia impone sulle riprese dei film stranieri. Ma questi tributi non sembrano aver spaventato altri produttori. Infatti si stima che solo lo scorso anno più di 492 film sono stati girati nel paese, dato che comprende anche le pellicole locali. 


Thailandia, zuppa possiede proprietà anti-tumorali

BANGKOK: Uno dei modi migliori per passare il tempo a Bangkok è mangiare. Nella città in ogni strada, in ogni vicolo ci sono ristoranti e bancarelle, dove si possono gustare dai granchi agli scorpioni, dal pollo alle cavallette. Ma uno dei piatti forti, che mette d'accordo i palati di tailandesi e turisti, è il "Tom Yam Kung" ovvero "gamberetti in zuppa piccante aromatizzata con citronella". Gustosa pietanza, sempre presente sui tavoli dei tailandesi buongustai, viene preparata facendo bollire dell'acqua con delle radici di limone. Vengono poi aggiunti i gamberetti. Una volta cotti vengono aggiunti salsa di pesce, succo di citronella, peperoncino e zenzero. Il piatto più popolare della Thailandia, oltre a ricevere gli apprezzamenti degli amanti della buona cucina, ha suscitato l'interesse anche dell'Istituto di Ricerca e Sviluppo dell'Università di Kasetsart, che in collaborazione con la Divisione di Scienze Umane Applicate dell'Università dell'Agricoltura di Kyoto e la Kinky University, altro istituto nipponico, hanno deciso di analizzare i suoi ingredienti. Questo studio ha messo in evidenza come il il tom yam kung oltre a far felici le buone forchette abbia effetti decisamente positivi sulla salute. Gli esiti di questa ricerca mettono in evidenza come la particolarità dello zenzero, del peperoncino e del limone thailandesi usati in questa zuppa abbiano delle proprietà anti-tumorali, soprattutto del tratto digestivo. Già in precedenza alcuni studi medici avevano elogiato analoghe proprietà nel basilico e nel cetriolo, sempre rigorosamente originari del Siam.  



Maschio o femmina? Lo decide la clinica thailandese

La Thailandia, ormai da diverso tempo, è una delle mete turistiche preferite per centinaia di migliaia di stranieri. La scelta non è  dovuta solo alle bellissime spiagge, ma anche alle organizzatissime cliniche che offrono cure mediche a basso costo. Negli ultimi anni si è venuto a creare un vero e proprio business legato soprattutto ad una particolare diagnosi che darebbe la possibilità ad una coppia di coniugi di scegliere se dare alla luce un maschio od una femmina. Infatti il test genetico, per donne disponibili ad una fecondazione in vitro, permetterebbe di individuare il sesso dell’embrione – creato con l’utilizzo di ovociti e spermatozoi in provetta -- prima di essere impiantato nell’utero della donna. Questa tecnica di riproduzione assistita viene anche usata in presenza di alcune patologie come la sterilità immunologica o l’endometriosi. Ma non è il caso delle centinaia di coppie tra australiani, cinesi, indiani, americani ed europei che, sanissime, si spingono fino a Bangkok per avere la sicurezza di non avere l’enessimo maschietto o femminuccia. Anche il prezzo del servizio è accattivante, circa 7,000 dollari, e soprattutto è tutto conforme alla legge. Infatti il Consiglio Medico Tailandese ha solo espresso un dissenso nei confronti del test, senza tuttavia vietarlo. Naturalmente il business della selezione del sesso ha fatto discutere anche in Thailandia. Ci sono stati, infatti, diversi dibattiti, soprattutto dal punto di vista etico. La controversia però non ha portato grandi risultati. E qui a Bangkok le cliniche continuano a fare affari d’oro.


Bangkok, il business dei tuk-tuks, mezzi di trasporto per turisti 

Coloratissimi, sono ancora uno dei mezzi di trasporto più veloce per spostarsi nelle città thailandesi. Solo a Bangkok sono migliaia. Decorati con immagini e monili buddisti, i tuk-tuks sono stati utilizzati in diversi film come The Beach con Leonardo di Caprio o Ong Bak con Tony Jaa, e sono stati protagonisti di molte pubblicità e videogames.
Ricordano molto l’italianissima Ape della Piaggio, mezzo a tre ruote (che veniva impiegato sopratutto nelle campagne), e possono trasportare fino a 3 persone. Veloci ed agili in mezzo al traffico infernale della “città degli angeli”, hanno anche loro una storia da raccontare, lunga più di 60 anni. Inizialmente questi mezzi di trasporto venivano chiamati samlor (Sam = tre, lor = ruota in lingua thai) e non erano altro che una via di mezzo tra un risciò e una bicicletta, con una cabina posteriore per caricare i passeggeri. Negli anni 60 il samlor venne sostituito da una versione giapponese a motore e utilizzato per il trasporto pubblico. Questo nuovo mezzo prese il nome di tuk-tuk a causa dello scoppiettio del suo motore, rumore che ha perso nella versione moderna alimentata a gpl (gas propano liquido).
Oggi  gli autisti di tuk-tuks a Bangkok sono per lo più giovani, provenienti da altre province, in cerca di fortuna. La maggior parte di loro lavora per un periodo che può variare dai 3 ai 6 mesi. Superare questa soglia significherebbe mettere in pericolo la propria salute per l’alta concentrazione di polveri sottili dovute all’inquinamento. Solitamente non sono proprietari del mezzo. Infatti ci sono numerose società che li affittano con un giro d’affari da capogiro. I guadagni degli autisti, invece, provengono dalle pubblicità che espongono e dalle persone che riescono a trasportare. Non essendoci un tassametro si contratta per ogni corsa.



Il dharma rimedio contro la droga

In Thailandia l’uso di stupefacenti, siano essi oppiacei, allucinogeni, inalanti, ipnotico-sedativi o cannabis è già da molto tempo diventato un grosso problema sociale. La repressione violenta della polizia nei confronti degli spacciatori, spesso giustiziati sul posto, non ha dato risultati. Nemmeno le leggi, che puniscono severamente chi viene trovato in possesso di droghe “pesanti” o ”leggere” -- si rischia anche la pena di morte, che per gli occidentali viene solitamente commutata in ergastolo – funzionano da deterrente. A Pattaya, una delle località balneari più note del paese a circa 100 chilometri da Bangkok, è emergenza. Qui alcuni monaci del Wat Yansangwararam (wat = tempio in lingua thai) hanno deciso di affrontare un tema così delicato a modo loro. Hanno pensato, infatti, che la soluzione del problema potrebbe arrivare addirittura dalla lunga tradizione buddista tailandese. Così, in via sperimentale, nelle scuole di Pattaya numero 4 e numero 6, è stato insegnato agli studenti come usare il dharma -- legge universale che regola il mondo e mostra gli insegnamenti del Budda -- per proteggersi dalla tentazione di usare droghe. Al programma, durato 3 giorni, hanno partecipato 283 allievi e sei insegnanti ed è stato fortemente voluto dal deputato Wutisak Rermkitkarn, che già pensa di estendere la “terapia del dharma” ad altri istituti scolastici ubicati in zone a rischio.


La Thailandia si libera del suo dittatore

BANGKOK: La Thailandia si libera del suo peggior nemico. Con un colpo di stato, organizzato da tutte le forze militari e di polizia e con il consenso del re, Bhumibol Adulyadej, il primo ministro tailandese, Thaksin Shinawatra, viene destituito dal suo incarico. Il tutto avviene mentre il “Berlusconi d’Asia” è impegnato a New York. 
Thaksin è al poter dal 2001 con il partito Thai Rak Thai da lui stesso fondato. Accusato di evasione fiscale e di comportamenti dannosi per lo stato, come la vendita, a prezzi stracciati, della società di telecomunicazioni, Shin Corp, a Singapore, il suo operato è  più volte contestato dalla popolazione. A causa delle numerose manifestazioni, a fine marzo di quest’anno, il governo indice nuove elezioni, dichiarate nulle per ben due volte. Il partito dei democratici infatti non si presenta alle urne, accusando Thaksin di brogli. Alle votazioni si sono iscritti solamente partiti minori, finanziati dallo stesso primo ministro, che sembra abbia fatto congedare anche tutti i giudici della commissione elettorale che gli sono ostili. Dopo questa denuncia Thaksin rinuncia alla carica, ma ritorna al potere come “acting prime minister”. La situazione non è più sostenibile. Il paese perde la sua credibilità agli occhi della comunità internazionale. Per la prima volta esercito, aviazione, polizia e marina trovano un’intesa per rovesciare il piccolo dittatore. Il re Bhumiphol li sostiene. Il colpo di stato, a differenza di quello del ’92, è incruento. La confusione però influisce sui mercati azionari. Il bath, moneta locale, perde colpi. In ogni caso gli effetti collaterali di questa azione militare sono già stati calcolati e non destano preoccupazione. D’altra parte i sei anni di governo di Thaksin hanno provocato danni ben più seri all’economia nazionale. Ora, in Thailandia, ad attendere l’ex primo ministro, attualmente in Inghilterra, c’è un lungo processo. Intanto però si pensa al futuro. Forse il governatore della Banca di Thailandia sarà il successore di Thaksin.

Si ringrazia Giovanni Tebano

 


Le bande di Pattaya


PATTAYA (Thailandia): Oggi, oltre alle discoteche e a discutibili e ambigui locali di intrattenimento, che animano la vita di questa località balneare situata a circa 100 chilometri da Bangkok, ci sono anche le scorribande di giovani, anzi giovanissimi, provenienti da zone adiacenti Pattaya, come  Banampheur, Huayyai, Bangsaray and Sattahip. In sella ai loro scooter, in gruppi di dieci, quindici persone, rubano, spacciano e scatenano risse. Solitamente i raid avvengono di notte. E capita molto spesso che alcune fazioni, che si contendono il territorio, si fronteggino. A Sukhumvit Road e sulla Jomtien Beach Road è diventato pericoloso anche guidare. Infatti capita molto spesso di essere minacciati con la pistola e essere rapinati. Molti di questi delinquenti si radunano di fronte al Royal Garden Plaza, un centro commerciale, proprio sulla Beach Road, al centro di Pattaya. Sotto gli occhi di tutti controllano la prostituzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti, con il permesso di poliziotti compiacenti. Circa 40 anni fa Pattaya era un piccolo villaggio di pescatori. Scoperta da alcuni tailandesi facoltosi, divenne una località per vip, con spiagge esclusive e ville sfarzose. Con la guerra in Vietnam e con la costruzione di una base americana ad appena 50 chilometri di distanza il volto di Pattaya cambiò. Non più porto turistico, ma centro notturni del divertimento per locali e per turisti.


Malviventi con il gusto per l'esotico

La Thailandia ruba il primato della criminalità di stampo occidentale al Messico. Se fino a poco tempo fa la  meta preferita dai malviventi era appunto il paese del centroamerica, ultimamente sembra proprio che i criminali abbiano scoperto il gusto dell’oriente. E la Thailandia, oltre ad essere un posto ideale per trascorrere vacanze da sogno, è finito per rappresentare anche un ottimo nascondiglio. L’ultimo caso di cronaca, come riportato da ….. porta la firma di Crispan Paton-Smith, inglese 43enne, capelli rasati e barba lunghissima, arrestato  pochi giorni fa dalla polizia thailandese all’isola di Samui. Capo di una gang - specializzata in traffico di armi e uomini, riciclaggio di denaro sporco, truffe e rapine – e braccato dalla polizia di mezzo mondo, si era trasferito in Thailandia con suoi complici danesi, Peter Roseberg e Kim Rinkard Nielsen (ancora latitanti). Qui, operava in modo illegale nel settore turistico, dell’immobiliare, della ristorazione e dell’intrattenimento, grazie alla collusione con alcuni personaggi del posto molto influenti. E per dare meno nell’occhio si erano addirittura sposati con donne tailandesi. In questo modo, permesso di soggiorno alla mano, i tre malviventi hanno potuto, per diverso tempo, coltivare  affari loschi tra Bangkok, Pattaya, Phuket e Samui. Ma i fatti di cronaca che coinvolgono gli occidentali non finiscono qui. Sempre in questi giorni è stato arrestato nell’isola di Phuket, Charles Todd Stokes, un insegnante americano di 45 anni. Ricercato da 5 anni negli Stati Uniti per reati legati alla pedofilia, si era rifugiato nella famosissima località balneare. Secondo notizie rese note dall’ispettore della polizia turistica di Phuket, Pol Maj Bundit Khaosutham, il malvivente americano avrebbe addirittura aperto una scuola di lingue a Bangkok, nel distretto di  Phra Khanong, mentre nella sua casa a Pattaya sarebbero invece state rinvenute un centinaio di fotografie che ritraevano bambini, tra i 9 e gli 11 anni, nudi o in uniforme scolastica. Insomma sembra proprio che il Messico sia passato di moda e che il gusto dell’esotico prevalga tra i malviventi.

 

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